LETTERA AL DIRETTORE

Esame del sangue tra Kafka e Fantozzi

Michele Avanzini

Gentile direttore,
vorrei far sorridere i lettori con un breve kafkiano resoconto del mio esame del sangue, da effettuarsi a inizio dello scorso ottobre (costo circa 45 euro).

Effettuo il pagamento della prenotazione alcuni giorni prima, ma la notte precedente la visita, prevista per sabato mattina, insorge una improvvisa e classica forma influenzale, con febbre.

Facendo (ingenuità numero 1) una considerazione di buon senso (sia verso la bontà del mio esame che verso le persone presenti nell'ambulatorio), chiamo subito il numero verde che, giustamente, mi avverte che il preavviso non può avvenire poche ore prima. Comunque non sono in condizioni di uscire, ho febbre alta.

Nei giorni successivi, già a partire da lunedì, sto meglio e sono in condizione di lavorare almeno da remoto: evito cioè di farmi prescrivere un certificato di malattia (ingenuità numero 2) che mi avrebbe permesso di avere un rimborso.

Inizio uno scambio epistolare con l'ufficio "giustificativi" della Azienda Usl, cercando di prevenire la futura multa, ovviamente confidando in un semplicissimo "buon senso" e forte del fatto che ho sì saltato l'appuntamento, ma avendolo comunque già pagato e non pretendendone il rimborso (ingenuità numero 3).

Nelle settimane successive provvedo, ovviamente pagando una seconda volta, a prenotare ed effettuare l'esame. Pochi giorni fa è arrivata la "multa" per il mancato primo appuntamento... che pago perchè altrimenti rischio pure la multa della multa: Kafka sì, Fantozzi magari no. Totale esame, 150 euro.

Ho letto l'interessante risposta della Tep nei giorni scorsi, per un caso analogo di mancata vidimazione; è vero, le regole sono regole. Però credo che se il buon senso umano proprio non lo si possa mai applicare, allora ben venga l'Intelligenza artificiale, almeno è più veloce.