lettere al direttore
Le parole di Gratteri
Signor direttore,
le recenti dichiarazioni attribuite al dottor Nicola Gratteri, secondo cui a votare per il «No» sarebbero le «persone perbene» mentre per il «S»” si esprimerebbero indagati e poteri deviati, suscitano profonda preoccupazione. Si tratta di affermazioni che travalicano il legittimo diritto di opinione, configurandosi come una presa di posizione divisiva che finisce per assimilare milioni di cittadini a soggetti moralmente censurabili esclusivamente in ragione della loro scelta di voto.
Un magistrato, per il ruolo istituzionale che ricopre, è chiamato a mantenere equilibrio e misura nel linguaggio pubblico. Dichiarazioni di questo tenore rischiano non soltanto di compromettere l’immagine personale di chi le pronuncia, ma anche di incidere sulla credibilità dell’intero ordine giudiziario.
Il dibattito democratico richiede rispetto reciproco e centralità dei contenuti. Quando il confronto si sposta su giudizi sommari e contrapposizioni morali, si oltrepassa il perimetro della discussione istituzionale per entrare in quello della propaganda.
Ci auguriamo che il confronto pubblico torni a svolgersi su basi rispettose, istituzionalmente corrette e fondate sul merito delle questioni in esame.
Fidenza, 14 febbraio