Lo chef Cracco apre un nuovo ristorante a Milano e rivuole la stella Michelin
Lo chef Carlo Cracco apre il suo tempio del gusto nel 'salotto di Milano', Galleria Vittorio Emanuele II, e punta, ma non solo, a riprendersi la stella Michelin persa a novembre. E’ un climax per il palato, il ristorante che sostituirà quello di via Victor Hugo: cinque piani dedicati alle diverse anime della ristorazione, dalle cantine del seminterrato alla sala per gli eventi dell’ultimo piano; in mezzo, il cafè-bistrot lungo la passeggiata della Galleria, il ristorante affacciato sulla cupola e un intero piano-laboratorio per le cucine.
Il cafè è il luogo più semplice e informale: colazioni, pasti veloci, piatti poco elaborati e pasticceria; la carta del ristorante, invece, sarà «in continuità» con quella di via Victor Hugo con i grandi classici come l’insalata russa caramellata, il risotto allo zafferano o il tuorlo d’uovo marinato.
E infatti stucchi, affreschi, mosaici, carte fiorate e damascate, luci soffuse e velluti accolgono i clienti. «Ci piace questa sfida - ha raccontato ancora lo chef - i ristoranti oggi sono nordici, asciutti, minimalisti. Non c'era bisogno di un altro, avevo voglia di avere il mio ristorante, fatto con queste modalità che sono frutto di passione ma anche di impegno». Affacciandosi da una delle finestre del ristorante, il pensiero di Cracco va poi a un grande maestro della cucina italiana, Gualtiero Marchesi, la cui pasticceria è proprio sua "dirimpettaia": «Era il sogno anche di Marchesi. Mi sarebbe piaciuto oggi che ci fosse, ma ha deciso di lasciarci prima. Credo sarebbe fiero di quello che abbiamo fatto. Quando gliene parlai mesi fa, mi disse che ero matto», ha concluso.