Quei 50 antifascisti parmensi nella guerra di Spagna
Sono ventenni, trentenni, quarantenni. Popolani della città e contadini della provincia. Le carte di polizia li chiamano comunisti, anarchici o solo antifascisti. Sono i sovversivi di Parma e delle terre circostanti, che tra i 1936 e il 1939, unendosi a quel moto di popolo che fu la guerra di Spagna, si arruolarono come volontari nelle Brigate Internazionali per combattere le forze reazionarie di Francisco Franco. Arrivarono dopo viaggi rischiosi, lasciarono a casa genitori, mogli e anche figli piccoli. Alcuni morirono in battaglia, altri furono feriti o risultarono dispersi. Seguendo le strade che attraverso i Pirenei e la Catalogna conducono al fronte, un libro in uscita in questi giorni ricompone i sentieri personali dei parmensi che sulle trincee antifranchiste misero in gioco se stessi, trovarono spunti di esaltazione o motivi di profondo sconforto affrontando un nemico per sconfiggere il quale, da lì a poco, sarebbe servita una guerra mondiale.
Il libro, edito su iniziativa del Centro studi movimenti di Parma e dell’Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna - con il contributo del Comune di Parma e della Regione Emilia-Romagna - verrà presentato sabato 23 settembre in piazzale Inzani alle 17,30 (al circolo La Giovane Italia di piazzale Santa Croce in caso di pioggia). Dialogherà con l’autore William Gambetta, ricercatore del Centro studi movimenti. Letture tratte dal libro a cura di Giancarlo Ilari.
Per info: www.csmovimenti.org, centrostudimovimentimail.com, cell: 333.5410221