In centinaia in coda al Castello per l'ultimo saluto a Umberto Eco
Sono centinaia le persone in coda nel cortile delle Armi del Castello Sforzesco in attesa di assistere al rito civile per l’ultimo saluto a Umberto Eco.
Le persone saranno fatte entrare alle 14.30 nel cortile della Rocchetta dove si svolgerà il rito. Secondo gli organizzatori, solo una parte riuscirà ad entrare. La capienza massima è di 800 persone per motivi di sicurezza.
«Non aveva niente di speciale se non che quando arrivava lui era tutto speciale, c'era un luccichio, arrivava un vento che faceva bene al mondo». Così Roberto Benigni, intervistato da Repubblica Tv al suo arrivo al Castello Sforzesco, dove ha partecipato alla cerimonia funebre, ha ricordato l’amico Umberto Eco.
Franceschini, aveva una biblioteca dentro di se'
Umberto Eco «andava guardato come si guarda un quadro o un paesaggio. Si capiva e si vedeva che in quei silenzi consultava la sconfinata biblioteca che era dentro di sè». Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha parlato del semiologo, filosofo e scritture, intervenendo al rito di addio al Castello Sforzesco di Milano.
«In quei silenzi» Umberto Eco «stava cercando e lavorando - ha aggiunto -. Grazie Maestro per aver guardato per tutta la vita fuori da quella finestra per noi».
Nipote, orgoglioso di averti come nonno
E’ stato affidato a Emanuele, il nipote dodicenne di Umberto Eco, il ricordo della famiglia dello scrittore morto il 19 febbraio.
E lui è salito sul piccolo podio nel cortile della Rocchetta per dire cosa è significato averlo come nonno: affetto ma anche favole, viaggi, un sapere e un’ironia a cui attingere, tanti insegnamenti che ora intende passare al fratellino e alla cuginetta. «Averti come nonno - ha detto il primogenito di Stefano - mi ha riempito d’orgoglio».