ARTE E STORIA

Auditorium, negozi, magazzini: le chiese sconsacrate di Parma - Foto

Le chiese sconsacrate di Parma nel corso dei secoli sono state utilizzate come contenitori delle più svariate attività e iniziative, rigorosamente profane: gallerie d’arte, auditorium, biblioteche, carceri, negozi, magazzini militari, circoli ricreativi e anche un’officina per auto. Attualmente gli ex luoghi di culto (ancora visibili) sparsi per la città sono una ventina. Molti di più se si contano anche ex conventi e chiese completamente demolite e sostituite nel corso del tempo, da palazzi e uffici.

La soppressione degli ordini religiosi e la confisca dei beni ecclesiastici avvenuta in epoca napoleonica non ha risparmiato la nostra città, depredata di importanti opere d’arte e impoverita dalla perdita di numerosi ordini e congregazioni. Molte delle chiese sconsacrate ancora visibili, sono state destinate ad altri usi proprio in quel periodo (ossia all’inizio del 1800). Ad esempio, il convento di Sant’Elisabetta (oggi museo del suono), è stato trasformato in carcere femminile.

Curiosa anche la destinazione di Santa Maria della Pace, in borgo delle Colonne. La chiesa in cui era solito fermarsi a pregare San Guido Maria Conforti, per anni è stata utilizzata come officina da un meccanico, dopo essere stata chiusa e sconsacrata nel 1913. Santa Barbara (nella foto a destra) in via Affò era una chiesa romanica, ora letteralmente «inghiottita» dagli edifici vicini. Restano visibili soltanto la facciata e una parete laterale. San Luca degli Eremitani, in borgo Padre Onorio, è stata infine utilizzata per anni come magazzino militare dall’Aeronautica