La pioggia ingrossa i laghi. Po più alto di un metro
Neve in montagna, acqua alta a Venezia, temporali su tutto il centro nord e anche il Giro d’Italia deve fare i conti con una primavera che non vuol saperne di arrivare tanto che lo sloveno Primoz Roglic, per vincere la cronometro da Riccione a San Marino, ha dovuto sfidare oltre agli avversari anche la pioggia e la nebbia.
Un maggio insolito con precipitazioni intense che stanno avendo un forte impatto anche su fiumi e laghi: in un solo giorno, dice la Coldiretti, il Po è salito di oltre un metro per raggiungere il livello idrometrico di -0,48 metri a Boretto mentre il lago di Como ha raggiunto un grado di riempimento al 57%, il Maggiore è salito all’88% e il Garda è a livelli da massimo storico addirittura al 94%. «L'anomalia climatica che si è manifestata anche con temporali violenti e grandine, ha colpito l’Italia - sottolinea la Coldiretti - in un momento particolarmente delicato per l’agricoltura con le semine, le verdure, gli ortaggi in campo e le piante che iniziano a fare i primi frutti».
E se al passo del Rombo ci sono 10 metri di neve, anche sul Gavia, una delle due salite clou della 102esima edizione della corsa rosa, su cui Nibali e gli altri si giocheranno buona parte delle possibilità di portare a casa il Giro, ce ne sono quattro e gli organizzatori stanno facendo di tutto per rendere percorribile la strada il 28 maggio. Se non dovessero farcela e se il tempo dovesse riservare ancora sorprese è già prevista l'alternativa: una doppia scalata del Mortirolo.
In Emilia Romagna resta l’allerta arancione per possibili innalzamenti dei livelli di fiumi e torrenti minori, con previsione di piogge deboli-moderate sparse su tutta la regione. Tra Bologna e provincia nelle ultime ore sono stati un’ottantina gli interventi dei Vigili del Fuoco per arginare i danni provocati dal maltempo, con cantine e garage allagati, strade coperte di fango, piccoli smottamenti. (