Modigliani in mostra alla Magnani Rocca: l'eleganza e l'enigma
Il volto dai tratti delicati, il collo lungo e le mani affusolate, a rievocare una tradizione che dall’essenzialità dell’arte senese del '400 si ricongiunge all’insegnamento di Cèzanne e alle suggestioni primitive delle maschere africane; e poi gli occhi celesti e vuoti, quasi assenti, a testimoniare il mistero insondabile dell’anima: riassume mirabilmente la poetica pittorica del celebre Modì l'olio su tela «Femme au col blanc», uno dei capolavori che compongono la mostra-dossier «Amedeo Modigliani. Opere dal Musèe de Grenoble», allestita fino al 18 luglio alla Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo e visibile al pubblico non appena sarà consentita la riapertura dei musei.
«Questa è una mostra con poche opere pensata per andare oltre l'immagine consueta di Modigliani e per permettere di capire cosa lo abbia portato a concepire quest’arte così particolare», spiega Stefano Roffi, direttore della Fondazione Magnani Rocca e curatore dell’esposizione. «Gli eventi su Modì sono rari, perchè è uno degli artisti più falsificati, ma le opere che presentiamo sono rigorosamente autentiche».