BMW Serie 1, la rivoluzione: sportiva a trazione anteriore
Per tre lustri interi ha preferito farsi spingere, ora scopre che lasciarsi trascinare è ancor più comodo. Giunta alla sua terza generazione, Bmw Serie 1 abbandona la trazione posteriore e sposa la trazione anteriore, uniformandosi così alle avversarie di segmento C (Mercedes Classe A in primis), ma conservando l’ambizione di tornare a essere la numero 1.
Il capovolgimento dell’asse motrice, ma non solo: nuova Serie 1 è anche design e soluzioni digitali a tutto spiano. Per non dire che della sua (sopraffina) meccanica, a gran parte dei clienti non è mai importato granché. Sta di fatto che la soluzione di traslocare la trazione all’avantreno ha permesso agli ingegneri Bmw di ricavare maggior spazio interno, specie a beneficio degli ospiti di seconda fila: il tunnel di trasmissione non scompare (in gamma, anche edizioni a trazione integrale xDrive), tuttavia cresce la libertà di movimento per ginocchia (+3 cm) e gomiti (+1 cm).
Già, le misure: «The One» mantiene ingombri pressappoco identici alla progenitrice, quindi 4 e 32 di lunghezza e 1 e 43 in altezza. Maggiore è semmai proprio la larghezza (+3 cm), ed è anche questo che irrobustisce la silhouette, ora ancor più «sporting» grazie a cofano abbreviato, calandra a doppio rene maggiorata e ad effetto 3D, linea di cintura ascendente e posteriore avvolgente. In abitacolo sorge spontaneo un dejavù, come salire a bordo di una mini-Serie 3: plancia rivolta verso il lato guida, soprattutto un ampio ricorso al digitale. Peccato solo che Live Cockpit e display centrale a sfioramento (e comandi gestuali) da 10,25” siano in opzione, perché sono accessori che da soli cambiano l’ambiente generale.
A proposito di infotainment: ecco l’assistente virtuale intelligente al quale rivolgere domande di ogni tipo (o quasi…), dalla destinazione al clima, passando per stazioni radio e contatti in rubrica. Basta pronunciare la parola d’ordine («Hey, Bmw!»), e la nostra segretaria entra in servizio. Tornando alla rivoluzione del telaio «front wheel drive»: scongiurato il rischio di sovrasterzo, a neutralizzare anche il fenomeno del sottosterzo pensa l’Arb, programma elettronico che dialoga con il DSC e il Performance Control, e soprattutto integrato nella centralina motore, quindi dai tempi di reazione molto rapidi. Slittamento della ruota esterna addio, anche quando sotto il cofano pulsa il 2 litri turbo benzina della performante M135i, bestiolina da 306 Cv e 450 Nm (e un prezzo di 47.000 euro).
Agli automobilisti più pacifici sono invece dedicati il 3 cilindri benzina da 140 Cv della 118i (da 28.100 euro), il 3 cilindri diesel da 116 Cv di 116d (da 28.800 euro), inoltre il 2 litri a gasolio da 150 Cv (118d) o 190 Cv (120d xDrive). Cambio meccanico a 6 marce, automatico doppia frizione a 7 marce, oppure (su 120d ed M135i) automatico Steptronic a 8 rapporti. Virile, comoda, tecnologica, guidabilissima. Riparte la caccia al numero 1 sulla carena.
L’IDENTIKIT
BMW Serie 1 118i
Dimensioni lungh. 4319 mm, largh. 1799, alt. 1434, passo 2670
Bagagliaio 380/1200 litri
Motore 1499 cc, 3 cilindri in linea, benzina TwinPower Turbo, Euro 6d-tempPotenza 140 Cv a 4200-6500 giri/min. Coppia 220 Nm a 1480-4600 giri/min.
Trasmissione cambio manuale a 6 marce (automatico doppia frizione DCT a 7 rapporti), trazione anteriore
Prestazioni vel. max. 213 km/h, 0-100 km/h in 8,5 sec.
Consumi 7,0 l/100 km (urbano), 4,3 l/100 km (extraurbano), 5,7 l/100 km (combinato)
Emissioni CO2 129 g/km
Prezzo da 28.100 euro (base) a 33.650 euro (M Sport)
CI PIACE
Design esterno, spazio interno, tecnologia digitale, comportamento su strada
NON CI PIACE
Quadro strumenti digitale solo a pagamento, Intelligent Assistant non sempre reattivo