Tutti a Las Vegas: il futuro dell'auto è l'elettronica
C'era una volta il Salone di Detroit, l’appuntamento che a gennaio di ogni anno inaugurava la stagione del mercato delle quattro ruote, e che i marchi europei - non solo quelli Stars&Stripes - battezzavano a vetrina irrinunciabile. Dal 2020 il «vecchio» Naias migra a giugno: sul lago Michigan il clima è meno rigido, d’accordo, ma il motivo è soprattutto un altro, e chiamasi Consumer Electronic Show.
Nato come esposizione di nuovi accessori tecnologici, oggi il CES (dal 7 al 10 gennaio al Convention Center di Las Vegas) dedica all’auto ampio risalto e viceversa: tanti Costruttori spopolano i saloni tradizionali (vedi Parigi 2019) e si iscrivono ad eventi extrasettore, CES in primis.
Tedeschi all'attacco
Andiamo con ordine. Nella Sin City, Mercedes mostra in anteprima il concept di un suo prossimo veicolo ispirato al lusso sostenibile, e soprattutto al mondo dell’intrattenimento: monta la curiosità per conoscerne l’aspetto e i contenuti. Gioca a carte scoperte invece Bmw, che ha già diffuso info e foto dell’elettrica i3 in formato Urban Suite. Un autentico salotto mobile, il prototipo dell’Elica, per viaggiare «eco» e per viaggiare al tempo stesso in Business class.
Audi risponde a suon di innovazioni digitali da integrare in abitacolo, soluzioni che trasformano gli interni di un veicolo in una realtà metà concreta e per metà virtuale: ne sapremo di più da lunedì.
Joint venture
E anche un brand come Land Rover che fa dell’off-road la sua missione non trascura più divertimento a bordo e connettività: la joint venture con Qualcomm e Blackberry è il modo per Defender 90 e 110 di stringere amicizia anche col pubblico locale, e al tempo stesso dimostrare le sue proprietà in materia di elettronica di svago e sicurezza.
La risposta a oriente
Ma ecco l’offensiva dall’Estremo Oriente: Ariya il nome del concept Suv col quale Nissan probabilmente anticipa le forme di Qashqai di prossima generazione, ma l’attrazione è un’altra ancora ed è a vocazione commerciale. Un van basato su meccanica e-NV200 che si muove grazie ad un motore elettrico alimentato a batterie da 40 kWh, e le cui apparecchiature di bordo (necessarie per la conservazione al freddo dei gelati) funzionano grazie ad accumulatori cosiddetti «di seconda vita», ormai inutilizzabili per la locomozione, ma ancora sufficienti a svolgere lavori meno impegnativi. Dulcis in fundo, la pallina da golf a guida autonoma, cioè con ProPilot 2.0 incorporato: e anche un principiante si sentirà come Tiger Woods.
Minibus e self driving
Da Nissan a Hyundai: le metropoli cinesi e coreane sono afflitte da imbottigliamenti quotidiani, non resta altro che spiccare il volo e muoversi a mezz’aria. Al CES 2020 ecco il primo PAV (Personal Air Vehicle) del Gruppo, un drone a pilotaggio autonomo le cui prime applicazioni potrebbero non essere così distanti nel tempo. E per raggiungere le piste di decollo ed atterraggio, niente di meglio che un minibus elettrico (ovviamente) senza conducente, sigla PBV (Purpose Built Vehicle).
Di self-driving car si parla infine anche allo stand Toyota: e-Palette un taxi collettivo (elettrico, ca va sans dire) che debutterà come navetta per gli atleti nel villaggio olimpico di Tokyo 2020.
Nel Nevada i riflettori sono per colossi come Google, Facebook, Amazon ed LG. Lo sposalizio tra tecnologia e mobilità è tuttavia sempre più solido: una visione della guida assai meno romantica, ma al passo con un modello di vita che di display, assistenti vocali e rete 5G, a quanto pare non ne può più fare a meno. Persino al volante.