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Peugeot 408, fuori dagli schemi: così il Leone rinnova la fastback
Quando l’auto non è solo razionale mezzo di trasporto, ma anche mezzo di contrasto. Con le forme familiari di berline e Suv, con l’idea stessa di automobile esclusivamente funzionale. Spaziosa, muscolare e tecnologica, Peugeot 408 è un’auto che gratifica il feeling di guida e non sacrifica di certo il senso pratico. Ma si sbilancia verso il lato più emotivo e vanitoso. Né Suv, né berlina: «fastback», e sei fuori dagli schemi.
A tre anni e mezzo dal lancio, al Salone di Bruxelles ecco puntuale il restyling di metà ciclo vita. Nessuna rivoluzione, solo qualche guizzo di arte digitale, sull’esempio di nuova Peugeot 308. E proprio come la compatta, nuova 408 cambia essenzialmente espressione del volto: scompaiono le «zanne», ora i fari diurni assumono la forma di tre artigli Led (o Matrix Led su GT e GT Exclusive), inclinati e collegati da elegante firma luminosa, che scavalca il logo del Leone illuminato (sull’alto di gamma) e che camuffa il radar di prossimità. Abbaglianti e anabbaglianti migrano più in basso e, quando spenti, risultano quasi invisibili. Ma a sedurre è più la nuova griglia dal sofisticato design 3D e dallo squisito trattamento lucido-opaco. Sotto, infine, il paraurti assume una forma trapezoidale, che rafforza la postura.
Gli effetti speciali proseguono al posteriore, dove per la prima volta il «lettering» Peugeot è illuminato e integrato nella striscia «coast-to-coast». Che altro? Nuovi cerchi Adakite da 19” con forme geometriche (notevole l’effetto «giroscopico» a ruote in movimento) e superfici diamantate, più l’esclusivo colore Flare Green, tinta cangiante che cambia tonalità a seconda dell’esposizione alla luce, passando da un giallo brillante al sole a un verde intenso all’ombra.
Ancor più chirurgici gli interventi in abitacolo: nuovo quadro strumenti digitale con grafica migliorata (anche tridimensionale sugli allestimenti superiori) e nuovi e più eleganti tessuti per sedili e finiture, per un ambiente ancor più «caldo». Immutato tutto intorno, compresi il volante basso e di circonferenza ridotta (la classica impostazione i-Cockpit), il display centrale con tasti «i-Toggle» allegati (display incernierato molto in basso: non ostacola la visuale, ma obbliga ad abbassare lo sguardo), il largo tunnel centrale asimmetrico.
Avanti con la politica multi-energia a elettrificazione scalabile: il noto 1.2 benzina mild hybrid 48 volt da 145 Cv e cambio automatico doppia frizione a 6 rapporti (consumi medi dichiarati di 5,0 l/100 km), il 1.6 plug-in da 240 Cv di sistema (+16 Cv) e 85 km di autonomia in EV (ormai non tanti, per gli standard 2026), l’immancabile versione 100% elettrica (E-408) da 213 Cv, una generosa coppia di 343 Nm e una percorrenza da colonnina a colonnina di 456 km (ciclo combinato Wltp). La batteria da 58,2 kWh netti non è da record, ma l’efficienza aerodinamica (SCx 0,66) aiuta a contenere i consumi di energia sotto i 15 kWh/100 km. Potenza massima di ricarica di 120 kW: significa che in 30' hai recuperato l’80%. Ordini da primavera, a prezzi in linea col listino attuale (da 40.000 euro circa il benzina ibrido «soft»).
408 non è l’auto dei volumi, per Peugeot. È la ragazza immagine, è il promemoria che automobilismo è anche assistere a uno spettacolo. Dalla cabina di regia (chi guida), o dalla platea (chi guida intorno a lei).