Report 2025
Dacia è sempre il numero 1 nel mercato dei «privati»
Il brand va in direzione opposta al mercato. Fidelizzazione, la carta vincente
Il mercato «vero», non quello di flotte, B2B, noleggi, km zero…, ma quello di chi entra in concessionaria e stacca l’assegno, dice che da tre anni il numero uno incontrastato in Italia si chiama Dacia. Non è un risultato banale, perché se un tempo il brand rumeno - che da una ventina d’anni Renault ha rilanciato sotto la propria ala - era noto per la filosofia “low cost”, da tempo ha ormai fatto uno step deciso verso l’alto, con più qualità e seguendo semmai la stella polare del «senza fronzoli». Se volete un claim più da marketing, «best value for money». Un’idea, come ricorda Guido Tocci, managing director di Dacia in Italia illustrando i dati 2025, che riguarda tutti i modelli Dacia. La parte del leone la fa ovviamente Sandero che presidia il segmento più popolare issandosi al primo posto. Non stupisce perché. Sandero (anche nella variante Stepway) è semplicemente l’auto più venduta nel segmento privati in tutta Europa dal 2017. Anzi, per il secondo anno di fila è la più immatricolata del continente, mentre ha ancora ampi margini di manovra Bigster, il suv di segmento C arrivato da qualche mese che deve ancora conquistarsi la popolarità di Duster.
Fin qui, tutto sommato, nulla di nuovo. Dove Dacia dimostra un’innovazione (sempre difficile in questo settore) è il servizio al cliente. Il segreto si chiama Dacia Zen, ovvero l’estensione della garanzia di un anno (al massimo fino al settimo) o 30mila km (fino a 150mila). Come? Basta richiederla al momento del tagliando in un’officina ufficiale. Questo esempio di fidelizzazione ha fruttato oltre 61000 contratti nel 2025.
Il futuro di Dacia lo conosceremo meglio a marzo quando il Ceo del Gruppo Renault Francois Provost indicherà la strada di imboccare a conclusione della Renaulution targata Luca De Meo. Per ora si sa che la straordinaria vittoria alla Dakar non si tradurrà in versioni stradali ispirate dal programma Sandriders. L’avventura nei raid però ha portato allo sviluppo - con Aramco - di un carburante sintetico. Magari il futuro prossimo riparte (anche) da lì.