Frank Zappa, cinquant'anni di "Chunga's revenge"
Cinquant'anni fa Frank Zappa si mise in proprio. Sciolti i “Mothers of invention”, con cui aveva pubblicato “Freak out” (1966) e altri album interessanti, il virtuoso musicista statunitense nel 1970 regalava ai fans “Chunga's revenge”, un lavoro che avrà giudizi anche diametralmente opposti ma che contiene pezzi sicuramente suggestivi. A partire da uno dei due brani strumentali, appunto la title track, in cui l'estro di Zappa giganteggia e che rappresenterà un must dal vivo. E' lo stesso rocker a spiegare il senso in copertina. Si tratta di una fiaba che ha per protagonista un aspirapolvere stregato. Un'idea che sarà piaciuta sicuramente agli amanti del prog che, in questo lavoro, qua e là possono riconoscere il loro genere preferito. L'album ha però anche un'anima blues (“Road ladies”) e jazz (“Twenty small cigars”). Zappa non si nega neppure le proverbiali improvvisazioni (“The Nancy and Mary music”) e i classici sconfinamenti nel demenziale come “Tell me you love me”. Che poi così demenziale certamente non è.
Infine, una ricorrenza che riguarda l'Italia: il 7 luglio di 38 anni fa Zappa si esibì vicino a Milano, al parco di Redecesio, che quell'estate vide sul palco anche i Police, i Talking Heads e i Pooh. Il rocker americano ricordò quel concerto, che però piacque molto ai ventimila spettatori presenti, come un incubo, tra “zanzare e disorganizzazione”. La “gloria” del parco vicino a Segrate fu, comunque, di breve durata dal momento che, dopo quell'estate, non è stato più utilizzato per i concerti.