“Nashville skyline”, 50 anni quel duetto con Johnny Cash
E' un Bob Dylan diverso quello che cinquant'anni fa pubblica “Nashville skyline”. Quasi irriconoscibile. Il menestrello di Duluth stavolta è lontano dal “pessimismo cosmico” che il mito gli ha costruito intorno. Pessimismo, introspezione e “oscurità” che torneranno il suo “marchio” di fabbrica subito dopo.
In “Nashville skyline”, però, omaggio a uno dei templi del country americano, Dylan sforna infatti dieci canzoni in cui a dominare è la gioia. L'amore e la natura riempiono il disco che, arrivato dopo “John Wesley Harding”, del '67 e ispirato a un fuorilegge del West, taglia il traguardo dei cinquant'anni e rappresenta una “prospettiva diversa” del cantautore del Minnesota. A partire dal duetto iniziale in stile folk con un gigante come Johnny Cash dal titolo “Girl from the north country”. Facile per chi non l'avesse mai ascoltata restarne stregato. E' uno dei momenti più felici delle dieci ballate, tutte comunque orecchiabili e alcune destinate a diventare tra i pezzi più famosi di Dylan.
Dopo le atmosfere di “Nashville skyline” Dylan, come detto, pubblicherà il criticatissimo “Self portrait”, uscito nel 1970. Di lì a poco inizieranno i capolavori. Nel '73 comporrà “Pat Garrett & Billy the Kid”, molto più di una colonna sonora, e nel '76 “Desire. Ma queste sono altre storie.