Sting a Milano, nell'unica serata the show must go on
«The show must go on», lo spettacolo va avanti: a dirlo è stato Sting salendo ieri sera sul palco del Forum di Assago di Milano insieme alla sua band. E questo nonostante l’operazione ai tendini della spalla di pochi giorni fa, nonostante il tutore che costringe l’ex frontman dei Police a non toccare praticamente strumenti ("Non posso suonare, ma posso cantare», ha rassicurato salutando il pubblico) e nonostante i disagi e le lunghe code causate dai controlli dei biglietti nominali, che hanno fatto slittare di quasi un’ora l'inizio del concerto. La data milanese di 'My songs tour', l’unica in Italia per Gordon Matthew Sumner (questo il nome di Sting all’anagrafe) è stata per Live Nation Italia la prova del fuoco con il nuovo sistema dei biglietti nominativi entrato in vigore lo scorso luglio, per via dei quasi 10mila spettatori.
Da 'Englishman in New York', 'Fields of gold’, 'Shape of your heart' a 'Brand new day' passando per 'If You Can't Find Lovè dal duetto con Shaggy, tornando a grandi classici come 'Every breathe you takè. Pezzi per le orecchie di tutte le età e che tutti, fan sfegatati e non, alla fine, si scoprono a cantare.
E poi brani da ballare come 'If you love somebody let them freè, i medley dalle incursioni reggae di 'So lonely' con 'No woman, no cry' e di 'Walking on the moon' con 'Get up, stand up' di Bob Marley o il riarrangiamento di 'Desert Rosè.
Un’ora e mezza intensa, un concentrato dello Sting che meglio conosciamo, che si è chiusa con 'Fragilè. Per ricordare ai 10mila del Forum e forse anche a se stesso che sì, si può essere fragili, restando pur sempre re di un palco.