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I consigli per scegliere correttamente gli alberi e gli arbusti per il giardino

I consigli per scegliere correttamente gli alberi e gli arbusti per il giardino

12 Aprile 2019, 07:30

È essenziale non solo dare al verde il giusto spazio ma anche predisporre il terreno e curare le operazioni di messa a dimora

È essenziale non solo dare al verde il giusto spazio ma anche predisporre il terreno e curare le operazioni di messa a dimora

Quando le giornate si allungano e la temperatura dell’aria inizia a scaldarsi cresce in noi il desiderio di stare all’aperto e di vivere il giardino. I mesi tra marzo e maggio sono ideali per dedicarsi al giardinaggio e piantare nuovi alberi e arbusti. La messa a dimora è il momento più importante nella vita di una pianta per assicurarne una crescita sana e vigorosa affinché possa, nel tempo, svolgere al meglio le proprie funzioni ornamentali.

Per prima cosa è essenziale dare alle piante il giusto spazio per crescere. In questo modo non dovremo intervenire periodicamente con potature di contenimento e le piante potranno crescere raggiungendo la dimensione e la loro forma naturali. Quando acquistiamo una pianta è bene accertarsi delle dimensioni che essa raggiungerà da adulta e verificare che siano compatibili con lo spazio che abbiamo riservato all’interno del giardino. Tali informazioni le possiamo trovare sull’etichetta di vendita della pianta oppure, preventivamente, su libri, riviste specializzate o siti online dei vivai produttori.

È utile ricordare che spesso, all’interno di una stessa specie, sono disponibili varietà diverse non solo per il colore dei fiori e delle foglie o del periodo di fioritura, ma anche per la forma e la dimensione. Per esempio, all’interno del vasto raggruppamento delle ortensie, la specie più diffusa e coltivata per aiuole ombreggiate è l’ortensia dai fiori a palla (Hydrangea macrophylla) che raggiunge mediamente una dimensione compresa da 100 e 150 centimetri. Ma all’interno della stessa specie esistono diverse varietà tra cui H. macrophylla

“Pia” e H. macrophylla “Tovelit”, che hanno un portamento nano e non superano i 60-80 centimetri.

Oppure, se abbiamo a disposizione spazi maggiori, possiamo scegliere Hydrangea aspera, una specie differente in grado di crescere fino a 3-4 metri di altezza. Al momento della messa a dimora rispettiamo una distanza tra le piante e dai manufatti che tenga conto del futuro sviluppo della chioma.

Quando piantiamo gli alberi e le siepi è altrettanto importante rispettare la distanza dai confini di proprietà prescritta dal codice civile: le siepi devono essere piantate ad almeno 50 centimetri di distanza e tutti gli alberi ad alto fusto (come per esempio la quercia, il bagolaro, il salice o l’acero) ad almeno tre metri.

Solo gli alberi che, una volta adulti, mantengono le ramificazioni principali (ossia le branche) a un’altezza inferiore a tre metri (come per esempio le piante da frutto o gli alberelli ornamentali mantenuti in forma obbligata) possono essere collocati a una distanza inferiore, pari a 1,5 metri.

Per piantare correttamente una pianta nel terreno occorre intervenire quando il suolo non è troppo secco ma nemmeno zuppo d’acqua, predisponendo una buca di impianto dal diametro pari a circa il doppio rispetto a quello del vaso in cui si trova la pianta acquistata. La profondità deve essere di poco superiore a quella dell’attuale vaso. Sul fondo della buca si posiziona uno strato di buon terriccio organico (reperibile in sacchi presso i garden center), si colloca la pianta al centro e si provvede a riempire il resto della buca con il terreno originale residuo. Se si vuole concimare è preferibile distribuire il concime in superficie, nella porzione più esterna della buca, provvedendo poi a interrarlo leggermente con una zappettatura; in questo modo si evita un contatto diretto con le giovani radici che potrebbero essere danneggiate. Durante l’operazione di messa a dimora è fondamentale non interrare il colletto della pianta.

Il colletto è la porzione di fusto a contatto con il terreno, che segna il passaggio tra la porzione aerea e quella interrata della pianta ed è visibile, di norma, come un cambiamento di colore della corteccia.

Il colletto è una porzione molto delicata, poiché è esposta all’azione di numerosi agenti esterni (ristagno d’acqua, funghi, insetti e altri animali, danni meccanici) capaci di danneggiarlo, con gravi ripercussioni sulla vitalità della pianta e, nel caso degli alberi, anche sulla loro stabilità futura. Per questa ragione, quando piantiamo, il colletto deve sempre essere mantenuto a livello del piano di campagna oppure appena sopra. In altre parole è preferibile che il pane di terra sia leggermente esposto piuttosto che eccessivamente interrato. Può sembrare strano, ma anche solo 10-15 centimetri di riporto di terreno al colletto possono causarne la morte per asfissia radicale.

Quando piantiamo giovani alberi provenienti da vivaio è molto importante proteggere le cortecce ancora sottili e delicate dalle ustioni solari. Per fare ciò, prima di legare le piante ai pali tutori è importante avvolgere il fusto con arelle o cannicci in bambù che saranno mantenuti a ombreggiare il fusto per due o tre anni dall’impianto.

Tutte le giovani piante, subito dopo la messa a dimora, richiedono una potatura di formazione per incoraggiare una crescita equilibrata e ramificata fin dal basso.

Si dovranno rimuovere tutti i rami secchi e deboli, quelli danneggiati o quelli che sfregano l’uno sull’altro, in modo da conservare solo quelli sani e forti, equamente distanziati tra loro.

Nel caso di siepi o di arbusti poco ramificati è necessario intervenire in modo più deciso, accorciando tutti i rami della chioma da un terzo a metà della loro lunghezza per stimolare il germogliamento della parte inferiore della chioma.

Se non si interviene, la siepe crescerà in fretta verso l’altro raggiungendo in breve tempo l’altezza desiderata, ma resterà spoglia alla base e non sarà più possibile infittirla.

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