×
×
☰ MENU

Tumore del Pancreas: conosci i campanelli d’allarme?

Tumore del Pancreas: conosci i campanelli d’allarme?

08 Marzo 2019, 02:16

Una malattia in continua crescita e con risultati terapeutici non sempre positivi

E’ una patologia che fa paura. Il cancro al pancreas oggi, con 1200 nuovi casi ogni mese al mondo, rappresenta la terza causa di morte per tumore in Europa, ma fra 10-15 anni si stima diventerà la seconda.   Situata nell’addome, tra lo stomaco e la colonna vertebrale, il pancreas è una ghiandola che produce diversi ormoni tra i quali l’insulina e molti enzimi indispensabili alla digestione. L’adenocarcinoma ha origine proprio nei dotti che trasportano gli enzimi digestivi ed è il tumore del pancreas più diffuso: cresce e si diffonde rapidamente ed è definito “killer silenzioso” perché è quasi asintomatico fino in fase avanzata.

I primi sintomi evidenti di cancro del pancreas sono spesso dolore alla schiena o all’altezza dello stomaco (dolore di solito notturno e incoercibile), inspiegabile perdita di peso, ittero improvviso senza dolori, urine di colore giallo o arancione scuro e feci di colore chiaro (sintomo di una ostruzione delle vie biliari).

Fumo, diabete e l’eccesso di grassi alimentari di origine animale così come la pancreatite cronica non-ereditaria, il diabete mellito e alcune sindromi familiari come quella di Lynch, sono fattori di rischio. La familiarità incide solo per il 10%. 

“Secondo le linee guida e le indicazioni di uno studio attivo AISP, la Risonanza Magnetica con una frequenza annuale, sarebbe l’unico esame che, interpretato con esperienza, permetterebbe di individuare lesioni tumorali piccole pre-invasive nella popolazione a rischio” spiega il Dottor Stefano Folzani, Medico Radiologo specializzato in Radiologia Oncologica del fegato e del pancreas. “È un monitoraggio purtroppo non ancora attivo su tutta la popolazione a rischio, ma io lo condivido a pieno”. 

Nuove associazioni di farmaci nella chemioterapia, medicine cosiddette intelligenti (biologiche) e l’immunoterapia hanno fatto progressi con risultati però non ancora paragonabili ad altre forme di tumore.

“Oggi la chirurgia rimane ancora l’unica strategia con potenziale curativo” conclude Folzani. 

 

Il Consiglio dello Specialista 

A chi rivolgersi per una corretta diagnosi? 

La diagnosi è la chiave di volta di questa patologia: più è precoce, meglio è per la terapia e la guaribilità. L’ideale sarebbe effettuare una indagine diagnostica periodica con un medico che abbia esperienza specifica sul pancreas poiché anche ecograficamente non è un organo sempre semplice da vedere. La presenza di una patologia va riconosciuta, cercando segni diretti sull’organo e indiretti sugli organi vicini (fegato, vie biliari, dotto del Wirsung) oltre che negli esami clinici e attraverso un’anamnesi accurata sul paziente per rivelare sintomi sospetti di patologia pancreatica.

Innovazione nella diagnosi

 Fare controlli periodici per combattere il killer silenzioso

 La diagnosi precoce è oggi l’arma più importante contro il cancro al pancreas e contro le patologie che possono degenerare in forme tumorali. “Più piccola è la lesione e più efficace in senso curativo sarà la chirurgia” spiega il Dottor Folzani.

L’ecografia del pancreas può funzionare da screening, se ripetuta con cadenza annuale. Anche la TAC è un esame fondamentale una volta accertata la presenza del cancro al pancreas. “La Risonanza Magnetica è la tecnica di imaging che a mio avviso sarebbe da preferire per le diagnosi sul pancreas e sul fegato perché con sequenze chiamate “Diffusione”, senza mezzo di contrasto, senza radiazioni può trovare tumori anche millimetrici” spiega lo specialista. “La Risonanza Magnetica Diffusione Whole Body, il “sogno” dell’Oncologo Prof. Umberto Veronesi, presto sarà disponibile anche da noi al PacC”.

 A voi la parola

 Domanda del Signor Gianni da Parma “Ho avuto un caso in famiglia di tumore al pancreas. Sono a rischio?”

Risposta del Dottor Stefano Folzani, Radiologo del PacC specializzato in Radiologia Oncologica e Interventistica.

 Per il tumore al pancreas, le ricerche hanno individuato tra i vari fattori di rischio anche la familiarità: chi ha almeno due parenti di primo o secondo grado colpiti dal tumore al pancreas rischia maggiormente di ammalarsi. Ma molte persone che sviluppano il cancro non hanno nessun caso in famiglia, e chi lo ha, potrebbe non ammalarsi mai.

© Riproduzione riservata