La raccoglitrice di erbe e la famiglia custode dei frutti antichi. Lei è Elena Siffredi Duranti, 36 anni, loro sono Stefano Annovi e Alessandra Campanini, marito e moglie, tutti e due 50enni. Lei conduce la sua azienda in montagna, loro nella Bassa e il figlio Francesco di 11 anni e mezzo vorrebbe seguire le loro orme. Ma una cosa accomuna tutti: la passione e il rispetto per il buono e il bello.
PODERE VILLARGINE
Sono produttori che vendono direttamente ai consumatori, Stefano Annovi e Alessandra Campanini, titolari dell’azienda Podere Villargine di San Secondo. E lo fanno soprattutto nei mercati contadini, come quelli di San Secondo e di Fontanellato, o il mercato La Corte e il Mercatiamo di Parma. Marito e moglie, si sono conosciuti alla Facoltà di agraria, a Bologna. Lui modenese, lei della Bassa parmense: la scelta è stata quella di vivere nella terra di Alessandra dove la famiglia aveva già un’azienda agricola. Ma è stata la coppia a dare una svolta: con l’idea, vincente, di specializzarsi nella produzione di frutta. Frutta moderna ma anche varietà locali di una volta. Qualche esempio? La mela Musona, la mela Rosa, la mela Campanina, la pera Anguerien, il pero Limone, la pera Volpina, la pera del Ducato, la pera Spina Carpi, senza dimenticare i più noti pero Nobile, prugna Zucchella e mela Cotogna. E poi c’è anche il biricoccolo: «Uno dei frutti più buoni che abbia mai assaggiato – assicura Stefano -: un incrocio tra la prugna e l’albicocca importato nelle nostre zone da Maria Luigia». La cosa bella è che quando gli anziani si trovano di fronte a queste varietà del passato, le chiamano ancora con i nomi in dialetto: «Tornano alla loro infanzia – racconta Stefano -. Qualcuno si commuove». Tutti i prodotti sono di stagione e della zona. «Siamo iscritti alla Dia (Difesa integrata avanzata) – aggiunge – e dal prossimo anno intendiamo intraprendere il percorso per la certificazione biologica». Per info: 333-8513756.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata