Non tutti i tipi di carne sono adatti per una cottura alla griglia. Alcuni tagli, ad esempio, tendono ad asciugarsi e a diventare
Varietà e tempi della grigliata di mare ideale
La grigliata di carne è sicuramente quella più diffusa, ma, specialmente in Italia, paese marinaro per vocazione, una grigliata di pesce non si disdegna mai. Spesso però non vengono seguiti quei piccoli accorgimenti che fanno la differenza tra una cena riuscita e una cena dal retrogusto decisamente poco piacevole.
Il segreto del successo
Per una grigliata di pesce ben riuscita, bisogna compiere i passi giusti, già dal pescivendolo di fiducia, o al banco dedicato al pesce del supermercato preferito.
Qui bisogna fare attenzione a scegliere le varietà giuste: il polpo, per quanto fresco possa essere, ha bisogno di essere lessato prima del breve passaggio in griglia. Meglio un pesce intero dei tranci: sì a orate e spigole, più facili da non rovinare rispetto a un cuore di merluzzo. Sarde e alici, poi, sono squisite, ma la cottura richiede la massima attenzione.
A proposito di cottura: bandito il fuoco troppo alto e le braci troppo roventi, si rischia di rovinare completamente il pesce. Con le griglie a libro e la brace alla giusta temperatura il risultato è garantito.
Se non si dispone della giusta griglia, il rimedio casalingo potrebbe consistere nell’apporre la bistecchiera di ghisa (da oliare bene) sul barbecue, utilizzando le spatole per girare il pesce.
Un altro consiglio: il pesce non va squamato, perché si sfalderebbe, mentre ai gamberi va tolto il carapace e l’intestino, quel sottile filo nero sul dorso. Infine, un consiglio rivolto più agli invitati che agli organizzatori della grigliata: per una sera, lasciate da parte il bon ton e godetevi il pasto. Con garbo, certi pesci si possono gustare maneggiandoli, proprio come si fa con le costine di maiale, senza rischiare di risultare fuori luogo.
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