Incisivo, comunicativo, diretto, colto, ecumenico.
A renderlo così amato e apprezzato sono anche il suo stile di vita, improntato alla sobrietà, e le sue posizioni su temi forti e discussi, come l’omosessualità, l’aborto, l’eutanasia, la diseguaglianza economica, la povertà. L’attenzione ai poveri è l’elemento forse più caratterizzante della missione di Francesco. Sin dal nome papale, scelto in onore di San Francesco d’Assisi. È stato lo stesso Bergoglio a raccontare i motivi che lo hanno spinto a sceglierlo: “Nell’elezione, io avevo accanto a me l’arcivescovo emerito di San Paolo e anche prefetto emerito della Congregazione per il clero, il cardinale Cláudio Hummes. Quando la cosa diveniva un po’ pericolosa, lui mi confortava.
E quando i voti sono saliti a due terzi, viene l’applauso consueto, perché è stato eletto il Papa. E lui mi abbracciò, mi baciò e mi disse: «Non dimenticarti dei poveri!». E quella parola è entrata qui: i poveri, i poveri.
Poi, subito, in relazione ai poveri ho pensato a Francesco d’Assisi. Poi, ho pensato alle guerre, mentre lo scrutinio
proseguiva, fino a tutti i voti. E Francesco è l’uomo della pace. E così, è venuto il nome, nel mio cuore: Francesco d’Assisi. È
per me l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato; in questo momento anche noi abbiamo con il creato una relazione non tanto buona, no? È l’uomo che ci dà questo spirito di pace, l’uomo povero...
Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri”.
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