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Calvizie, 5 motivi per i quali l’uomo perde i capelli

Calvizie, 5 motivi per i quali l’uomo perde i capelli

11 Giugno 2018, 11:33

Che hanno in comune Bruce Willis, Vin Diesel, o - per restare alle nostre latitudini - Luca Zingaretti? Avete indovinato, sono personaggi della Tv e del grande schermo. Calvi. Sono, in parole povere, “pelati celebri”. Attori di successo ai quali il pubblico attribuisce pure il ruolo di sex symbol. E pazienza se la cinepresa non potrà indugiare su un ciuffo ribelle o una chioma selvaggia. Anzi. Talvolta è proprio l’assenza di capelli, a contribuire alla popolarità, alla simpatia, al fascino di quella star. 

Hollywood pullula di crani “lucidi”, eppure ancora oggi, tra le maggiori angosce maschili figura in testa (è il caso di dirlo) la progressiva perdita dei capelli. Un fenomeno che la moda odierna tende ad accettare ed esaltare, ma che nella mente di un uomo, a qualunque cultura o fascia d’età egli appartenga, quasi sempre rappresenta un’onta da nascondere. E sebbene la scienza dissoci la calvizie da qualsiasi altra patologia legata all’indebolimento della propria virilità, la caduta dei capelli non è mai vissuta in totale serenità. Ma perché avviene ciò? 

1. Alopecia androgenetica 

La più comune forma di calvizie è l’alopecia androgenetica. Essa consiste nella progressiva miniaturizzazione e superficializzazione dei follicoli dei capelli. Esiste una predisposizione all’alopecia di carattere genetico. A trasmettersi per via ereditaria sarebbero infatti gli enzimi interessati alla conversione ed alla captazione degli ormoni androgeni. Negli uomini predisposti all’alopecia androgenetica, la caduta di capelli può iniziare in qualsiasi momento dopo la pubertà, quando i livelli sierici di androgeno crescono. Molti capelli iniziano ad essere sostituiti da altri più sottili e inizia la recessione bitemporale. 

2. Alopecia da stress 

Talvolta, uno stress emotivo o fisico particolarmente intenso o prolungato può causare di per sé la caduta dei capelli. Peraltro, a causa della lunghezza del ciclo di crescita dei capelli, spesso questi iniziano a cadere solo dopo settimane o mesi dopo che si è verificato l'evento stressante, mentre la caduta stessa può continuare per diversi mesi. Fortunatamente, di solito ricrescono da soli una volta che la fonte dello stress è stata una volta per tutte rimossa. 

3. Alopecia seborroica 

In alcuni casi, la caduta di capelli nell’uomo è causata dall’anomala produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee situate sul cuoio capelluto. Un’eccessiva produzione di sebo (che può avvenire a seguito di scompensi ormonali, molto frequenti nel periodo adolescenziale) può favorire l’insorgere di forfora grassa e alterare così il naturale ciclo del capello, ostruendo i follicoli piliferi dove nascono e si sviluppano i capelli stessi. 

4. Alopecia stagionale 

Nelle stagioni di transizione (autunno-primavera) la caduta spesso aumenta perché l'uomo conserva una manifestazione ancestrale propria di altri mammiferi pelosi: la muta. Nei periodi aprile-maggio e settembre-novembre alcuni ormoni, informati soprattutto dalle ore di luce, attivano così un processo sincronizzato di caduta con un aumento del numero dei capelli che cadono. Si tratta di un fenomeno fisiologico, che in realtà non è causa di calvizie definitiva. 

5. Alopecia ed alimentazione 

La perdita di capelli maschile può infine essere dovuta a squilibri alimentari quali la mancata assunzione di proteine e amminoacidi fondamentali per la sintetizzazione della cheratina, la proteina costituente dei capelli. Anche alcuni medicinali, in particolare alcune classi di antibiotici e di antidepressivi, hanno a loro vola dimostrato di poter provocare l'ingresso di un alto numero di capelli in fase “telogen”, cioè di caduta. In genere, tuttavia, con la sospensione della terapia farmacologica il ciclo pilifero riprende un andamento regolare.

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