Nel corso dei suoi quattro anni di pontificato, Francesco ha scelto per due volte di affidare il proprio pensiero su materie dottrinali, morali o sociali alle encicliche, lettere pastorali rivolte dal Papa ai vescovi cattolici e, tramite essi, a tutti i fedeli (il termine viene dal latino encyclia, che significa “generale” o “circolare”).
Il testo, proprio per l’attualità e l’importanza di una tematica come l’ecologia, ha avuto un ampio risalto nell’opinione pubblica, non solo in ambito cattolico. Si leva forte, dalle righe della lettera, il messaggio ecologista del Papa, che passa attraverso il rifiuto dei potenti e dell’indifferenza e la lotta all’inquinamento, alla povertà e alle iniquità.
Francesco si schiera chiaramente contro la privatizzazione di un bene vitale come l’acqua e pratiche quali la vivisezione e la coltivazione di cereali transgenici, oltre che in difesa della biodiversità.
Francesco, in “Laudato sì”, non si limita a tracciare un quadro dei mali di cui soffre la Terra o a esporre dei principi teorici, ma prova anche a suggerire a chi governa il mondo alcune linee di azione per salvaguardare il pianeta. Un testo, dunque, in linea con l’azione del suo pontificato, costantemente calato nelle problematiche e le sfide che l’umanità si trova ad affrontare.
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