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Nella “fotografia” degli esperti un’economia in buona salute

Nella “fotografia” degli esperti un’economia in buona salute

24 Febbraio 2017, 02:01

Compito di un quotidiano locale è raccontare la vita del suo popolo giorno dopo giorno, notizia dopo notizia; ma anche fermarsi, ogni tanto, a riflettere, ad approfondire, a cercare di comprendere come sta cambiando il territorio. «Top 500» rappresenta uno di questi momenti, durante i quali la Gazzetta di Parma, al servizio dei parmigiani e dei parmensi da 282 anni, offrire ai propri lettori una fotografi a sul «come siamo», anche per capire come saremo.

È quindi con grande piacere che anche quest’anno alleghiamo alla Gazzetta questo prodotto, frutto di studi condotti da grandi professionisti, che ci illustra lo stato di salute della nostra economia.
E possiamo dire che è uno stato di buona salute. Ottima, se teniamo conto del contesto nazionale e internazionale. Già l’anno scorso «Top 500» aveva certificato una provincia di Parma in crescita; magari meno di quanto si cresceva una volta, ma molto più di quanto si cresca oggi nella stragrande maggioranza dei Paesi del mondo. I dati dettagliati e le analisi, settore per settore, le potete leggere nelle pagine seguenti: nell’intervista al presidente dell’Unione Parmense degli Industriali Alberto Figna e nelle varie tabelle. Ma già qui possiamo anticipare qualcosa.
Intanto, che «la ripresa economica, seppur debole» prosegue.
Sono ormai quasi dieci anni che il mondo occidentale è colpito da una congiuntura negativa senza precedenti, eppure qui da  noi si va avanti: magari in modo «debole», ma avanti.
Sono ripresi anche gli investimenti, segno di una rinnovata fiducia; è stazionario l’export, ma «stazionario» non vuole e non
può essere un termine negativo, perché sarebbe stato impossibile crescere ancora dopo lo straordinario «segno più» degli anni precedenti: dal 2007 a oggi le esportazioni della provincia di Parma sono cresciute complessivamente del 45 per cento, mentre la media regionale è stata del 19 per cento.
«Top 500» certifica poi, anche quest’anno, il primato del settore alimentare, che presenta un fatturato di oltre 13 miliardi di euro, prodotto solo dalle 117 aziende che rientrano in questo studio, e che impiegano oltre quarantamila addetti. Vuol dire che viene dall’alimentare ben il 45 per cento dell’intero fatturato generato dalle prime 500 imprese della nostra provincia. Parma si conferma sempre più capitale mondiale del food. Ce lo dicono i dati sull’export (con Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti fra i principali nostri estimatori) e ce lo dice pure il successo di Cibus 2016, che ha visto 72 mila visitatori e tremila aziende espositrici. E oltre all’alimentare brillano ancora altri settori: il farmaceutico, il vetro, la plastica, l’abbigliamento: anche quello delle costruzioni, dopo anni difficili, è in ripresa.
Ma quel che più mi affascina del mondo imprenditoriale di Parma e provincia, oltre alle cifre che ne certificano il successo, è l’attenzione al territorio, alla sua crescita non solo economica ma anche culturale e sociale. Parma ha da sempre imprenditori generosi nel contribuire alle opere pubbliche - dagli ospedali alle università - ma la novità del 2016 è la nascita di «Parma io ci sto!», un’associazione di imprenditori che qui raccontiamo con un’intervista al suo presidente, Alessandro Chiesi. «Parma io ci sto!» è il tentativo di andare oltre ai singoli interventi degli imprenditori, coinvolgendo le amministrazioni locali (senza far politica, perché non è quello lo scopo dell’associazione) e tutti i cittadini che «ci stanno» a collaborare per fare di Parma e provincia un territorio sempre più vitale e proiettato nel futuro.

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