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Parma, nuove prospettive per disturbi compulsivi e dipendenze

Percorsi di cura con la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva presso l’Ospedale Maria Luigia

Disturbo ossessivo-compulsivo e dipendenze da sostanze: due condizioni apparentemente distanti che condividono più di quanto si pensasse. Circa un quarto delle persone con DOC sviluppa nel corso della vita una dipendenza da sostanze, e viceversa. Una delle possibili ragioni? Entrambi i disturbi sembrano coinvolgere gli stessi circuiti cerebrali: le aree responsabili del controllo degli impulsi e della gestione delle abitudini mostrano alterazioni simili in entrambe le condizioni, in particolare nella corteccia prefrontale.

"Questi meccanismi neurobiologici comuni ci permettono di affrontare entrambe le condizioni con un approccio terapeutico mirato", spiega il professor Giuliano Turrini, psichiatra e direttore sanitario dell'Ospedale Maria Luigia. "Tramite la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS), una tecnica non invasiva che modula l'attività delle aree cerebrali coinvolte".

I circuiti cerebrali comuni

"Nel cervello coesistono diversi sistemi che guidano il comportamento: tra questi uno orientato agli obiettivi, che pianifica azioni in base alle conseguenze desiderate, e uno basato sulle abitudini, che ripete automaticamente comportamenti appresi. Normalmente questi sistemi collaborano in equilibrio. Nei disturbi compulsivi, però, si verifica un discontrollo: la corteccia prefrontale, che ha il compito di inibire comportamenti non utili o dannosi, perde questa capacità. Le abitudini, anche quando dannose, continuano a essere eseguite perché il cervello non riesce più a inibirle o a dare priorità agli obiettivi a lungo termine"

La rTMS: ripristinare l'equilibrio cerebrale

Proprio perché questi disturbi condividono gli stessi circuiti cerebrali disfunzionali, possono beneficiare dello stesso approccio terapeutico.

La rTMS utilizza campi magnetici per modulare la corteccia prefrontale dorsolaterale, un'area chiave per il controllo degli impulsi in entrambe le condizioni. "La letteratura evidenzia tassi di risposta del 55% nei pazienti con DOC resistenti ai trattamenti tradizionali, mentre nelle dipendenze riduce significativamente il craving per diverse sostanze, tra cui cocaina e alcol” spiega Turrini.

"Il protocollo prevede sedute quotidiane per 4-6 settimane, personalizzate in base alla risposta individuale. È non invasiva, ben tollerata e con effetti collaterali minimi".

All'Ospedale Maria Luigia è attivo un percorso ambulatoriale che utilizza la rTMS. "Iniziamo con una valutazione psichiatrica completa per identificare possibili controindicazioni e il protocollo più adatto ad ogni singolo paziente".

Prof. Giuliano Turrini

Ospedale Maria Luigia

Via Montepelato Nord, 41 Monticelli Terme (Pr)

Tel: 0521 682511 

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