Cold case nel Reggiano: i carabinieri risolvono un omicidio dopo 14 anni
Un risveglio shock per la tranquilla comunità scandianese quello del 31 dicembre 2005 quando a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, riverso su un muretto di delimitazione di un’abitazione privata che si affaccia sulla principale via Mazzini, è stato trovato il cadavere della 60enne Franca Silvana Ganassi brutalmente assassinata la notte tra il 30 e il 31 dicembre del 2005.
Sul posto intervennero subito i carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia e il magistrato che accertarono che il delitto era stato commesso attorno alle 20 del 30.12.2005 nel vicino parco della Resistenza.
L’esame esterno del cadavere consentiva di rilevare la presenza di numerose ferite alla testa tanto da far emergere, come suffragato anche in sede medico legale, che la 60enne era stata brutalmente ammazzata con violenti colpi inferti con un corpo contundente. Inoltre veniva accertato che la vittima aveva anche subito un approccio sessuale da parte dell’assassino, il quale aveva tentato di usarle violenza, come dimostravano le tracce di liquido seminale rinvenute sugli indumenti.
Nel prosieguo degli accertamenti la procura veniva informata dal magistrato di collegamento in Marocco, che l’assassino della 60enne poteva individuarsi in un clandestino ospitato all’epoca da un connazionale di Scandiano. Le indagini subito avviate consentivano di risalire al connazionale. Il cerchio si stringeva con i carabinieri che riuscivano a individuare l’assassino a Casablanca, che veniva identificato grazie alla collaborazione con la polizia del Marocco.
L’uomo, il 44enne Mustapha Bouzendar domiciliato a Casablanca grazie alla rogatoria internazionale, veniva quindi arrestato e portato nel carcere di Casablanca con l’accusa di omicidio volontario premeditato, tentata violenza sessuale e rapina aggravata, in attesa di essere processato.