Dermatologia, attesa finita: riapre il centro Puva
Nell’aprile 2021, in occasione di una visita specialistica di controllo, al figlio minorenne di Alessio Marchesani viene comunicata la necessità di doversi sottoporre a dei trattamenti di fototerapia. Ma il centro Puva dell’ospedale Maggiore è chiuso. Alla famiglia del ragazzo, quindi, viene suggerito di andare nella struttura sanitaria di Reggio Emilia, dove, in effetti, il settore è aperto. L'attesa però è finita, perché domani il centro che cura malattie della pelle con l'utilizzo di speciali lampade verrà riaperto e i primi pazienti saranno accolti da martedì.
«A Parma, i medici, che sono stati gentili e hanno fatto ciò che potevano, ci hanno aiutato a trovare i contatti con i referenti reggiani, che ci hanno dato appuntamento. Per mio figlio, però, che va a scuola, è molto pesante dover fare questo viaggio, visto che dobbiamo andare a Reggio tre volte alla settimana, per 32 sedute – racconta Marchesani, che nei giorni scorsi ha inviato una mail all’ospedale Maggiore per ricevere chiarimenti su questa chiusura -. La difficoltà, che è oggettiva, non riguarda solo noi: è scomodo per tutti doversi spostare, anche per un anziano, per esempio. Io credo che se un reparto in una città vicina è aperto e qui no ci sia stata qualche mancanza che ne ha ritardato l’apertura. Ormai sono aperte piscine, palestre e ristoranti e chi deve fare un trattamento medico importante dovrebbe poterlo fare nella sua città».
Le lampade del Puva, come chiarito dal professore, con i loro raggi selezionati, vengono utilizzate per il trattamento di dermatiti, psoriasi e vitiligine: «I raggi ci aiutano nella guarigione di queste malattie della pelle, ma anche per altre patologie un po’ più rare. Dove falliscono altri trattamenti, a volte le lampade danno beneficio. Nel nostro reparto girano all’anno migliaia di pazienti - conclude Feliciani -. Oltre a questo trattamento ci sono altre terapie e nessun paziente è stato lasciato indietro».