Raddoppiate alcune linee dei bus ma l'assembramento è alle fermate
I bus giungono a circa tre minuti di distanza l’uno dall’altro: uno alle 7.29 e l’altro alle 7.32. Sono programmati per partire e arrivare insieme: la linea, che parte da Fornovo, passando per Medesano e Noceto, ha un potenziamento per evitare che sui mezzi si creino assembramenti (in particolare negli orari scolastici). A quell’ora, a barriera Bixio, i ragazzi sono ancora relativamente pochi e gli studenti a bordo della linea 2.270, una delle corse di rinforzo che la Tep ha disposto su alcune tratte, a partire dal 26 ottobre, indossano le mascherine e sono distanziati.
C’è chi ascolta la musica, chi ripassa le ultime pagine prima di entrare da scuola e chi guarda fuori dal finestrino. «Oggi è andata molto meglio dei giorni scorsi: i ragazzi erano disposti diversamente e l’autobus non era così pieno. La situazione è decisamente più vivibile e c’è più tranquillità», conferma l’autista del mezzo che, da dietro la barriera di plexiglass, sorride nel richiudere la porta anteriore prima di ripartire.
E se sul bus è più difficile assembrarsi, alle pensiline e negli spazi all’aperto gli adolescenti continuano a non rispettare le distanze di sicurezza. Soprattutto all’uscita da scuola. In via Toscana, per esempio, dove sono concentrati gli studenti dell’Itis Da Vinci e del liceo scientifico Bertolucci: chi aspetta il mezzo per tornare a casa sul marciapiede lo fa come se il virus non ci fosse mai stato. Nelle aree di fronte all’edificio, infatti, c’è ancora molta confusione e diversi studenti, appena varcati i cancelli, abbassano (quasi) subito la mascherina, accalcandosi alla pensilina.
Anche in quella zona, Tep ha potenziato le linee, come la 2100, che riporta gli alunni a Trecasali, Sissa e Roccabianca. Il primo autobus parte, semi-vuoto, alle 13.25, ed è subito seguito da un’altra corriera. Ma la ressa resta fuori.