Regolarizzazioni: a Parma duemila domande
Sono quasi duemila (1.936) le domande di regolarizzazione di lavoro presentate da lavoratori immigrati nella provincia di Parma. La gran parte (1.792) riguardano il lavoro domestico e di assistenza e la parte restante (144) il lavoro subordinato nel settore agricolo. In tutta l’Emilia-Romagna sono state inviate 18.107 domande riferite al settore domestico e 2.101 domande riferite al settore agricolo.
Dopo una prima fase piuttosto convulsa - durata dal primo giugno al 15 agosto - dovuta principalmente alla carenza di provvedimenti procedurali, da metà agosto è scattata la cosiddetta «fase due» con l’istruttoria delle domande e la vera e propria regolarizzazione del rapporto di lavoro.
«Il datore di lavoro che ha presentato istanza per assumere un migrante – commenta Mario Mastrorilli, responsabile territoriale dei servizi fiscali di Parma e Piacenza - ha due strade percorribili: aspettare la chiamata della Prefettura o, nell’attesa, se intenzionato a iniziare da subito il rapporto di lavoro, procedere alla stesura di un vero e proprio contratto. Al di là di quale percorso si scelga, il nostro appello è che il datore di lavoro si affidi sempre a operatori professionali, seri e qualificati. Il Caf Cisl, proprio per questi motivi, mette a disposizione il suo servizio "Colf e badanti"». Questo per un duplice motivo. «Da un lato si tutela il datore di lavoro – prosegue Mastrorilli - visto che proprio in questa seconda fase (sulla base delle indicazioni della circolare 2399 del 24 luglio 2020, redatta in modo congiunto del ministero dell’Interno e da quello del Lavoro e delle Politiche sociali), si pone in capo allo stesso datore una serie di obblighi e doveri; dall’altro si tutela l’opera dello stesso lavoratore immigrato».
r.c.