Teatro delle Briciole, appello dei docenti: "Deve poter lavorare"
«È passato oltre un anno dall’emersione della crisi tra Solares e Teatro delle Briciole. Gli ultimi segnali fanno temere che il patrimonio dell’importante centro teatrale possa venire prosciugato economicamente e ridimensionato culturalmente».
Inizia così la lettera-appello, sottoscritta da una settantina di rappresentanti del mondo scolastico e universitario, inviata al governatore Bonaccini e al sindaco Pizzarotti. «In nome di cosa avviene questo sacrificio? Il progetto di separazione tra i due soggetti - proseguono i firmatari -, indicato da molti come la strada maestra per restituire l’autonomia e la responsabilità ad entrambe le parti, non è andato avanti e la triste impressione è che questa mancanza di progressi sia divenuta la strada per fare accettare alla città il sacrificio del Teatro e del suo patrimonio di risorse. Per sgombrare il campo dalle ambiguità diciamo subito che la natura della crisi non riguarda il merito culturale e artistico dei soggetti coinvolti. Per quanto riguarda la parte cinematografica e di arte contemporanea, Solares vanta le curate programmazioni del Cinema Edison, l’organizzazione di importanti eventi, mostre e installazioni artistiche e collaborazioni con grandi cineasti italiani e internazionali, da Emir Kusturica a Peter Greenaway a Wim Wenders».
«Sappiamo che oltre la questione culturale - riprende l'appello - esistono complesse e intricate questioni legali, giuridiche ed economiche nel merito delle quali non siamo in grado di entrare; ma abbiamo atteso speranzosi che si potesse arrivare alla prospettata separazione, e che cinema e teatro potessero continuare ognuno per la sua strada».
Nell'appello si affronta anche la «questione sostanziale dell’uso dei fondi destinati alle produzioni teatrali» e i sottoscrittori si soffermano sulla richiesta alle istituzioni erogatrici, «Comune, Regione e Ministero, di esercitare la propria funzione di controllo, senza escludere l’eventualità del commissariamento».
«Come insegnanti e docenti - riprende l'appello - sentiamo il dovere di proteggere e trasmettere questo patrimonio di sapere, di pratiche e di idee alle generazioni successive. Per questo esortiamo le istituzioni - locali, regionali o statali - a mettere in campo ulteriori e urgenti tentativi, oltre al prezioso ma purtroppo insufficiente tavolo di lavoro approntato la scorsa estate, e ad assumere ulteriori e diversi ruoli affinché si possano dirimere in tempi ragionevoli le questioni finanziarie e amministrative, ripristinare l’autonomia economica e progettuale di queste istituzioni culturali e ridefinire le basi per far ripartire al più presto la produzione e la progettazione culturale».