Economia

Top 500, una fotografia delle imprese di Parma a portata di clic

E' uscito il 25 novembre con la Gazzetta di Parma in edicola l'inserto Top 500. Giunto alla sesta edizione, rappresenta una panoramica sullo stato di salute del sistema produttivo provinciale, sulla base di bilanci 2019 delle prime 500 aziende della provincia di Parma.

Uno strumento ancor più importante alla luce di quest'annata travagliata e importante dal punto di vista sanitario, economico e sociale. Un lavoro corposo  frutto degli studi condotti dall'area  di ricerche aziendali del Dipartimento di Economia dell'Università di Parma e da PwC (PricewaterhouseCoopers), in collaborazione con Gazzetta di Parma, rappresenta uno strumento utile su cui ragionare di resilienza e ripartenza. 

E' online la versione "minisito" del top 500 al seguente indirizzo:

https://top500.gazzettadiparma.it/

 Ed è possibile guardare la classifica e l'analisi dei settori gratuitamente registrandosi al portale.

Come fare per avere una copia dell'inserto

Per chi volesse una coppia "cartacea" dell'inserto, può rivolgersi all'ufficio Diffusione della Gazzetta telefonando  al centralino 0521-2251

 L'analisi  - I patrimoni solidi  «armi» contro la nuova crisi 

Le prime imprese 500 di Parma e provincia sono arrivate con una buona solidità, nel complesso, al seppur imprevisto scontro con gli stravolgimenti della pandemia. E la tenuta patrimoniale è un’ottima base per resistere fino alla ripresa. Una lettura dei numeri che emerge dall’analisi illustrata su 12 Tv Parma da Pier Luigi Marchini, professore associato del dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Ateneo, ha lavorato per la realizzazione di Top 500 con Veronica Tibiletti e il loro gruppo di collaboratori. Il docente rimarca l’importanza mantenere l’analisi nonostante la pandemia, per «consentire una continuità scientifica di rilevazione, che ci si augura sia utile per interpretare meglio i fenomeni che stiamo vivendo». 

BENE PATRIMONIO E DEBITO
Sulle 500 imprese considerate, 65 sono le new entry, mentre 315 sono presenti nel campione fin dal primo anno. «In questa edizione è particolarmente importante comprendere lo scenario macroeconomico di riferimento: i dati 2019, quando l’economia mondiale cresceva, sebbene a ritmi più lenti del 2018 (+2,9% l’anno scorso, +3,6% nel 2018, ndr) - spiega -. In Italia il Pil è cresciuto dello 0,3%, contro lo 0,8% del 2018. In Emilia-Romagna la crescita è stata superiore alla media nazionale, +0,5%, contro 1,8% del 2018. Secondo il Fmi dovrebbe esserci un rimbalzo nel 2021: sarà importante capire come i diversi settori reagiranno alla crisi di questo periodo». Le 500 imprese «top» di Parma nel 2019 sono cresciute: fatturato +6,5% sul 2018 (+10,1% dal 2014); il numero di dipendenti sale del 5,3% in un anno (+13,4% nel periodo 2014-2019). Note più dolenti sul versante degli utili, calati del 3,5% rispetto al 2018, anche se nel periodo 2014-19 c’è stata crescita, +61,3%. Stesso trend per gli indici sulla redditività della gestione. Spicca poi un maggiore contributo delle imprese medio-piccole alla crescita del fatturato. 
Gli aspetti patrimoniali sono fra i più rilevanti da considerare, per prepararsi in modo opportuno alla crisi legata alla pandemia: nelle attività si nota una crescita del 9,8%, nel patrimonio netto +11,3%. C’è quindi un buon livello di finanziamento dei soci, importante per la solidità patrimoniale delle imprese. Gli investimenti crescono a un ritmo del 9%. «Il debito bancario si assesta sui 3 miliardi di euro, circa un terzo del patrimonio netto, altra prova di solidità patrimoniale». 

I DATI DEI SETTORI
Top 500 analizza imprese di 7 settori: agroalimentare, impiantistica alimentare, meccanica generale, chimica e farmaceutica, edilizia, vetro e servizi. Tutti nel 2019 rafforzano fatturato e patrimonio netto; quasi tutti aumentano i dipendenti, tranne l’edilizia,  stabile. Realizzano più utili meccanica, servizi e chimica-farmaceutica (che ha un impatto rilevante su numero di imprese e fatturato). Gli utili dell’alimentare e dell’edilizia tengono, l’impiantistica soffre. 
Nel campione Top 500, specchio dell’economia di Parma, l’alimentare ha il maggiore impatto sul fatturato e il maggior numero di imprese: 120 imprese su 500, il 24%. Il numero maggiore di new entry è di edilizia e servizi (3 fra le prime dieci). Trend positivo nell’occupazione, con i servizi a fare la parte del leone: 26.670 dipendenti su 85.993, +7,4%. L’agroalimentare dà lavoro a circa 14mila persone, altrettanto l’edilizia. 
Se il patrimonio netto è fondamentale per affrontare bene la crisi, dai dati emerge che 6 settori si sono rafforzati nel 2019, quasi tutti a doppia cifra; solo nell’edilizia i valori sono invariati. L’indice di indebitamento cala. E questo è un bene, perché significa che con più soldi dei soci in azienda ci sono meno debiti con le banche. Nel 2019 il contesto non era ancora cupo come oggi e si vede anche dall’andamento degli investimenti in immobilizzazioni: servizi e impiantistica sono sopra la media fra quelle immateriali (riguardano ad esempio la ricerca e i brevetti); il settore chimico-farmaceutico supera la media per quantità di immobilizzazioni materiali (beni ad uso durevole).