Churchill e il pericolo tedesco

Antonio Rinaldi

«A parte la truffa del comunismo, a me i russi stanno anche simpatici. Sono i crucchi che non sopporto. Loro, i tedeschi, sono sempre stati il problema dell’Europa. Ne riparliamo tra cinquant’anni quando avranno rialzato la testa: i gravi problemi per le future generazioni verranno da Berlino e non da Mosca, glielo dice uno che li conosce tutti come le proprie tasche». Winston Churchill,1952.
Una frase che qualche giorno fa ha girato come una trottola su tutti i social, ve la sarete certamente ritrovata sul telefono, o l’avrete forse anche vista su qualche rete tv o sulla carta stampata. Una frase che ha incontrato il sentimento di molti nel momento in cui l’Italia era nella massima difficoltà e l’Europa le girava le spalle, ma… come sempre accade quando si riceve qualcosa via social, lo ripeteremo ogni giorno da questa rubrica, la domanda da porsi è «c’è qualcosa di vero?».

Le frasi celebri di Churchill sono tantissime, spesso ben conosciute e frequentemente citate; sui siti di una certa autorevolezza che raccolgono citazioni, occorre far scorrere parecchio la rotellina del mouse per leggerle tutte. Ve ne sono anche di quelle che si riferiscono proprio ai popoli: agli inglesi, agli italiani e anche ai tedeschi, ma della frase in questione, proprio non vi è traccia. E anche la data citata (1952) non fornisce nessuna indicazione per risalire a una possibile situazione in cui questa frase possa esser stata pronunciata. 
Dunque si tratta in sostanza di una frase non documentata, un’affermazione che non ha una fonte; e quello che non ha una fonte può esser stato detto o scritto da chiunque, e attribuito a chiunque altro. Un altro tranello nel quale non cadere, insomma, indipendentemente dal fatto che uno possa riconoscere del vero nell’affermazione in questione.

SEMAFORO ROSSO