Francia, i contagi nelle scuole

ANTONIO RINALDI

Settanta scuole richiuse in Francia appena dopo la riapertura per nuovi contagi? Non proprio. 
In questo tempo sospeso che stiamo vivendo, in cui le certezze che abbiamo su quello che potremo fare non arrivano neanche a un paio di settimane, abbiamo ha avuto tutti almeno una volta la sensazione che possa arrivare una notizia che rompe questa fragile tregua e ci riporta verso una situazione più buia. E allora ecco che c’è chi se ne approfitta per prendere qualche click in più: questo sembra un po’ il succo di varie notizie che si sono succedute nelle ultime settimane e che riguardavano il peggioramento delle situazioni sanitarie in nazioni che hanno riaperto più di noi.

 È successo almeno un paio di volte nelle scorse settimane con notizie riguardanti la Germania e, settimana scorsa, con la più vicina Francia, quando si è diffusa la notizia che sarebbero state chiuse 70 scuole appena riaperte per nuovi casi di Covid-19. Ma pare che lo stato dei fatti sia un po’ diverso. L’origine della notizia è un’intervista al ministro francese dell’istruzione, l’origine della distorsione della notizia è un’emittente francese che, trasformando i 70 contagi rilevati in ambiente scolastico, in 70 scuole chiuse (pare poi in realtà ne siano state chiuse 7) si è accaparrata l’interesse del grande pubblico e si è tirata dietro l’informazione di tutta Europa. Solo più tardi, pian piano, è emersa la realtà: 70 contagi (che comunque pare siano avvenuti prima dell’apertura) su una base di 40.000 istituti riaperti, con circa 650 mila alunni tornati sui banchi più i loro professori, maestri, e il personale di servizio. Insomma una percentuale che, ha detto il ministro francese, in un’operazione complessa come la riapertura delle scuole, era prevedibile e prevista così come la chiusura di qualche istituto particolarmente colpito.

SEMAFORO ROSSO