Il fotografo e la donna con il cavallo in piazza Duomo: l'incontro, 47 anni dopo
Era il 2 dicembre 1973, quando Parma e l’Italia rimasero a piedi. Letteralmente.
La crisi petrolifera seguita alle guerre arabo-israeliane portò alla cosiddetta Austerity (anche allora piacevano gli inglesismi…) e alla decisione delle domeniche senza automobile, per ridurre i consumi. Gli italiani mostrarono quel giorno grande maturità, e la pedonalizzazione divenne anche a Parma una giornata serena e vissuta con il sorriso.
La foto di cui parliamo ne fu emblema allora, così come oggi è la foto simbolo della mostra «Parma 'è' la Gazzetta». Giovanni Ferraguti, come sempre, era in giro per la città, a documentare quell’inedito evento: la donna a cavallo in piazza Duomo non poteva certo sfuggirgli. Si avvicinò alla elegantissima amazzone e le propose di scendere da cavallo. «E cosa faccio?». La risposta venne da sola: la donna a cavallo aveva già acquistato la “Gazzetta”: e così nacque quello scatto, con lei seduta a ridosso del Palazzo del Vescovado e il cavallo docilmente al suo fianco a rimirare l’inconfondibile selciato della nostra piazza più bella.
Un inevitabile impaccio iniziale e un po’ di curiosità («Strano il mondo: non incontrarsi più in una piccola città e intanto tempo era quasi impossibile») e poi la soddisfazione condivisa di quella foto-simbolo. Simbolo del grande affetto fra la città e la “Gazzetta”, simbolo della capillarità di un quotidiano racconto del quale tutti noi parmigiani siamo un po’ protagonisti, simbolo di una Parma in bianco e nero non priva di problemi ma con più sorrisi e condivisione, che forse oggi un po’ ci manca. g. bal.