Agricoltura, la storia di Marco: «Io ho detto no alla chimica»

«Ho detto stop alla chimica nei miei campi. Ho scelto il biologico, un modo di produrre sano in cui credo molto, che offre un prodotto più sicuro al consumatore, ma anche per lo stesso produttore, rispettando l’ambiente». C’è molta determinazione all’origine della scelta biologica di Marco Allegri, 31enne socio di Cia Parma che conduce, insieme ai famigliari la società agricola «Soragnola» a Poggio Sant’Ilario Baganza, nel comune di Felino. 
L’azienda, nata nel gennaio 2018, è interamente biologica dal marzo scorso. Si estende su una quarantina di ettari comprendendo anche i terreni che, un tempo, facevano parte dell’azienda agricola Bertoli portata avanti dal nonno di Marco, Giovanni Bertoli, dalla mamma Mirella, dalla zia Rita e dalla nonna Anna Bertinelli. 

Oggi la Soragnola, il nome deriva dalla località in cui si trova l’azienda, è guidata da Marco, perito agrario diplomatosi all’agrario Bocchialini di Parma che si divide tra l’impegno in campagna e quello di capoturno alla Parmalat, con il padre Gabriele Allegri, pronto a dare una mano sull’impegnativo versante delle orticole che richiedono molte ore di manodopera, e la mamma Mirella che fornisce il proprio contributo sia per le orticole che per gli aspetti amministrativo-contabili. 
«Insieme – spiega – curiamo circa un ettaro ad orticole con patate, aglio, cipolle, scalogno, pomodoro da mensa, zucchine, zucche, cavoli e verze. Ci sono poi una ventina di ettari a seminativi con i cereali; 5 ettari con favino bianco da granella ed il resto ad erba medica». 
Tante le sfide da affrontare per fare del buon biologico. «Con il bio c’è il ritorno alle ‘buone pratiche agronomiche’ come rotazione colturale, concimazioni organiche, utilizzo di mezzi meccanici per il diserbo, pacciamatura con teli biodegradabili e prodotti naturali per la lotta ai parassiti come accade con il decotto di aglio prodotto in azienda. Scegliendo il bio ti affidi completamente ai metodi naturali. Bisogna saper sfruttare al meglio le risorse che il terreno ti mette a disposizione, ben consapevoli che non sempre la terra, per tante ragioni, può darti quello che ti aspetti». 
Tutta l’attività è seguita da Icea, Istituto per la certificazione etica ed ambientale: l’ente  che compie controlli su sementi e registri colturali. Ci sono radici solide nell’esperienza di Marco – il ricordo del nonno e gli insegnamenti di Pietro Scauri, per cinquant’anni alla guida del podere – e tante aspettative per il futuro: «Mi piacerebbe aumentare le superfici ad orticole ed arrivare a creare una serra per poter coltivare certi prodotti tutto l’anno. Tra i sogni anche incrementare la superficie irrigua aziendale, costruendo un pozzo, e migliorare il punto vendita». 
c.cal.