Fdi: 'A Parma per i buoni spesa serve il bollino antifascista: il Governo cosa dice?'
Il 'bollino antifascista', il regolamento del Comune di Parma che si applica a chiunque chieda agevolazioni, contributi o patrocini all’amministrazione, suscita polemica nell’applicazione ai buoni spesa per il Coronavirus. Fratelli d’Italia attacca e chiede chiarimenti al Governo.
Chi chiede i buoni spesa, infatti, si apprende in ambienti del Comune, deve firmare una dichiarazione nella quale attesta di riconoscersi nei valori della Costituzione e della democrazia, ripudiando nazismo, fascismo, xenofobia e razzismo. Il provvedimento nacque alcuni anni fa, in occasione di una polemica sorta sulla concessione di una sala comunale a Forza Nuova. E negli ultimi anni è stata applicata non solo a tutti quelli che hanno collaborato con il Comune a vario titolo, ma anche a quelli che hanno chiesto e ottenuto i benefici del servizio sociale.
Dello stesso tenore anche il commento del coordinatore provinciale di Parma, Stefano Bosi. "Viviamo in una città dove un sindaco non negherebbe un tozzo di pane nemmeno a chi si fosse macchiato dei peggiori reati, ma non chi non condivide le sue idee politiche, nel bel mezzo di una tragedia umana. Tutto ciò è contrario ad ogni logica umana, ancorchè giuridica".