Carofiglio a tu per tu con i detenuti di via Burla
La parola «manomettere» indica alterazione, danneggiamento. Ma la manomissione, nell’antica Roma, era anche la cerimonia con cui uno schiavo veniva liberato. Una riflessione profonda intorno al significato delle parole: è questo l’obiettivo del laboratorio socio narrativo dal titolo «La manomissione delle parole» che la cooperativa sociale Sirio, insieme agli studenti del corso di Politiche sociali, dei licei Toschi e Sanvitale, dei ragazzi della redazione «Non ci sto più dentro», sta avviando tra studenti e detenuti del carcere di Parma, prendendo liberamente spunto dall’omonimo libro dello scrittore Gianrico Carofiglio. E Carofiglio ha inaugurato il laboratorio in un incontro pubblico nell’aula dei filosofi del Palazzo centrale dell’Ateneo, incontro durante il quale ha presentato il suo ultimo libro «Con parole precise. Breviario di scrittura civile». Nel primo pomeriggio, lo scrittore si è confrontato con alcuni detenuti del carcere di via Burla, all'interno dell'istituto carcerario. Domande e risposte sul significato delle parole partendo dal volume che dà il titolo al laboratorio. Con lui Carlo Berdini, direttore del carcere di via Burla. Guarda la videointervista a Carofiglio