CULTURA

Aurea Parma ora semestrale e a vocazione internazionale

Remo Curi

Il fascicolo I - 2022 di Aurea Parma, si presenta con un nuovo progetto editoriale, diventando la rivista semestrale, con ancor più contenuti e con allegato a questo numero in uscita sabato un inserto sui progetti dei candidati sindaco al Comune di Parma per lo sviluppo del sistema produttivo teatrale e musicale della città e per la valorizzazione del patrimonio artistico storico e architettonico.

Il comitato di redazione della rivista, di cui Giovanni Gonzi è direttore editoriale ed Emilio Zucchi è direttore responsabile, si arricchisce con l’ingresso di Lorenzo Benedetti ed Elisabetta Fadda, che affiancano Giuseppe Bertini, Marzio Dall’Acqua, Umberto Squarcia, Adelisa Prandi Gambarelli ed Elvio Guagnini. A questo proposito l’editore Mauro Massa ha dichiarato che «Diabasis intende promuovere la presenza di Aurea Parma fra le riviste scientifiche internazionali, dotandosi di strumenti come il processo di double blind peer review e cioè la revisione anonima degli articoli da parte dei consulenti esterni e incrementando la presenza sulle piattaforme web. Le nuove tecnologie permetteranno di accedere ai contenuti della rivista da ogni parte del mondo: un patrimonio, nell’oltre un secolo di vita, unico per la storia della nostra città e del suo ruolo culturale. Un nuovo corso, deciso in sintonia con il nostro direttore responsabile Emilio Zucchi».

«Il sorriso di Maria è l’accettazione incondizionata di quel progetto che la coinvolge ma non è suo, bensì di Dio», scrive Marzio Dall'Acqua: uno strappo, dopo le dichiarazioni di Massa, per tuffarci nelle pagine del nuovo fascicolo, davvero straordinario a partire appunto dalla incredibile novità della iconografia che la sapiente lettura di Dall’Acqua ci fa rivivere nell’illustrare «La prima copia della Madonna dal collo lungo» che Cesare Aretusi trasse dall’originale. L’utilizzo del gessetto nero ritoccato di bianco e della matita nera su carta blu, per esprimere la morbida densità delle forme, caratterizzano la produzione grafica di Michelangelo Anselmi, il più correggesco fra i pittori di Parma del Cinquecento. Sono le parole di Elisabetta Fadda che introducono il saggio «Due disegni di Michelangelo Anselmi».

L’attribuzione all’Anselmi è condotta con una analisi tecnico-scientifica rigorosa, che è anche un racconto intrigante sulle vicende dell’epoca, che l’autrice sapientemente trae dalla vita di quella Parma che aveva colto, nel lascito di Correggio e Parmigianino, l’espressione della propria identità culturale.

All’epoca della prima uscita nel nostro paese, il poemetto di John Ashbery «Self-Portrait in a Convex Mirror» (1975) fu una sorta di rivelazione: un esponente di alto livello dell’avanguardia letteraria americana entrava in contatto con un momento altissimo dell’arte del passato per esprimere un’ormai postmoderna percezione della realtà. Ashbery, rimase rapito dal dipinto del Parmigianino «Autoritratto in uno specchio convesso» visitando il Kunsthistorisches Museum di Vienna nel ‘59: Emilio Zucchi ci fa rileggere nel suo originale saggio, con intensità emozionante, quei «sussurri fuori dal tempo».

Giovanni Ronchini, presenta poi «Alcune riflessioni in margine allo “spazio- tempo” nella narrativa di Luigi Malerba». Come il dedalo di strade zigzaganti delle città arabe andaluse è costruito per contrastare il calore del sole in estate e il freddo vento invernale, anche le ambientazioni spaziali di Malerba sono progettate in funzione del passare del tempo. I suoi personaggi, tuttavia, annota Ronchini con profondità, per quanto viaggino nel tempo e nello spazio, non usciranno mai dai labirinti della propria mente, rimanendo impegnati nell’unico viaggio che è loro consentito, quello all’interno della propria identità. Maria Vittoria Montali ricostruisce la biografia di Pier Carlo Ponzini, originario di Bedonia e attivo dagli anni Cinquanta. L’autrice consegna alle stampe il primo approfondito saggio volto ad analizzare l’opera di un poeta che ha avuto importanti riscontri nel mondo letterario, ne fanno testo la corrispondenza intrattenuta con intellettuali di rilevanza internazionale, fra i quali Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Gian Carlo Artoni, Vittorio Sereni, Mario Lavagetto, Alberto Bevilacqua e la pubblicazione delle sue poesie sulle più importanti riviste letterarie dell’epoca e delle raccolte per Garzanti.

Proseguendo quanto già pubblicato nel precedente numero della rivista (1/2021), Federica Dall’Asta riprende il tema «La diffusione delle opere di Dante nelle biblioteche parmigiane fra XVI e XVIII secolo» (seconda parte) e riporta l’inventario della biblioteca di Giovanni Battista Paroli; ne contestualizza il contenuto in relazione alla censura libraria vigente fra XVI e XVII secolo.

L’ultimo saggio di Arturo Sereni: «Il monumento funebre di Pier Luigi Belloni nella chiesa di Santa Margherita in Colorno». Belloni, nato nel 1764, non avendo figli si adoperò per molte iniziative benefiche. Il monumento funebre inaugurato nel 1889 è opera dello scultore Tommaso Bandini, professore all’Accademia di Belle Arti di Parma (sue le due allegorie a bassorilievo della Fama poste sulla facciata del Teatro Regio): «La statua si eseguirà in marmo di Carrara di prima qualità statuario, la medaglia di statuario di seconda qualità e gli ornati e il basamento del nostro marmo di Casa Selvatica, il tutto nel termine di anni due dal dì dell’ordinazione, e per lire nuove di Parma tremila e cinquecento».

Concludono l’importante fascicolo un’amplissima sezione di recensioni bibliografiche e la Cronaca, curata con il solito garbo da Adelisa Prandi Gambarelli.