Il centenario della Sezione
Gli alpini e Parma: storia di un legame lungo un secolo
Il presidente Modolo: «Presto altri incontriper fare conoscere la storia delle Penne nere»
È stata una data da segnare «in rosso» quella di ieri per gli alpini di Parma e provincia. In calendario c’era infatti uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario delle celebrazioni per il centenario della Sezione di Parma, aperto nel novembre scorso con il grande evento ospitato a Palazzo Ducale e che proseguirà fino al prossimo 20 novembre con incontri e iniziative pensati per coinvolgere tutti coloro che non hanno la «penna nera» sul cappello ma nel cuore.
E in questo percorso, un punto di partenza importante è nelle pagine del libro «Una storia lunga un secolo», scritto dallo studioso Giovanni Sassi, presentato ieri sera nella baita di via Jacobs.
«Questo libro, costellato di eventi, di date, di personaggi e di immagini è un tassello importante nella lunga storia della Sezione – ha sottolineato il presidente di Sezione Angelo Claudio Modolo -. Grazie al lungo e meticoloso lavoro di ricerca e di ricostruzione fatto da Sassi, affiancato in questo impegno dal responsabile del centro studi Ana di Parma Renato Atti, in queste duecento pagine sono raccolti non solo dati storici ma anche tanti dettagli e curiosità, tra cui ricordare i racconti di chi ha posato lo zaino a terra. Presentarlo qua oggi è per noi non solo un’occasione per ripercorrere questi primi cento anni della nostra Sezione ma anche un’opportunità per riprendere ad accogliere alpini e amici nella nostra baita».
Davanti ad un pubblico attento – oltre ai rappresentanti dei gruppi della provincia, spiccavano il comandante provinciale dei carabinieri Pasqualino Toscani, il comandante della polizia locale Michele Cassano, la dirigente della polizia stradale Katia Grenga e la neoeletta consigliera comunale Gabriella Corsaro – la conversazione tra Sassi e il generale Giuliano Ferrari ha «suonato la carica» per far tornare gli alpini ad animare le baite e le loro comunità, come avveniva prima della pandemia.
«Nelle prossime settimane pianificheremo altri incontri di presentazione nei Comuni della provincia – ha assicurato Modolo – per far conoscere la nostra storia, i nostri valori e le persone che, oggi come allora, li portano avanti con impegno».