Via Gorizia
Fondazione Tommasini, tre incontri per ricordare il lavoro di Mario
Tre libri da conoscere: sui quali riflettere, per costruire insieme un futuro di democrazia e uguaglianza. Tre libri che saranno presentati dalla Fondazione Tommasini per ricordare il lavoro di Mario e riportarlo al centro delle politiche del welfare. La Fondazione Mario Tommasini ha così organizzato per il 1°, per il 14 e 28 ottobre tre incontri, in cui verranno presentati i tre libri che oltre l’attualità, rappresentano la storia, i campi di battaglia per i diritti che lo stesso Tommasini ha perseguito per tutta la sua vita. Gli incontri si terranno alla sala Anedda della Pubblica assistenza in via Gorizia.
Il libro «Il Fuorilegge» di Mimmo Lucano, che sarà presentato venerdì 14 ottobre alle 15,30 dall'autore e da Emilio Rossi del Ciac, racconta storia e fatti che hanno accompagnato parte della vita di un uomo giusto e coraggioso attento ai bisogni dei più fragili, come sono i richiedenti asilo e gli stranieri, arrivati nel territorio dove Lucano vive. Un territorio del nostro Sud che grazie a queste presenze è tornato ad essere protagonista, a scambiare relazioni, a rimettere in moto servizi e piccole attività di tipo artigianale. C’è chi non ha compreso la missione che Lucano ha portato avanti e lo ha definito un «fuorilegge». Anche la sua è una storia di umanità e di un'opera ricca di progetti, di idee: anche Lucano crede nei diritti delle persone più deboli.
«La Parola che forma», di Andrea Canevaro e Angelo Errani, sarà presentato venerdì 28 ottobre alle 16,30 dallo stesso Errani e da Pietro Stefanini, vicepresidente della Fondazione Trustee Parma: un libro in cui la parola come punto d’appoggio cruciale diventa fondamentale per crescere nell’equilibrio, nell’appartenenza, nella libertà. La parola come strumento che educa, che accompagna fin dalla primissima infanzia, che ci permette di raccontarsi, riconoscersi e costruire la propria identità. Che può diventare supporto per elaborare esperienze traumatiche, strumento per far fronte a paure e limiti e mezzo per accettarsi nella propria integrale unicità. Nel libro, la parola diventa il mediatore: può prevenire il disagio, rompe l’assenza di comunicazione. Quindi, idee e spunti per chi si occupa di infanzia con strumenti innovativi e nello stesso tempo tradizionali come le favole. Nuove storie e percorsi per affrontare la malattia mentale, i bisogni delle fasce marginali della società, la crescita dell’infanzia e la scommessa di usare la parola per superare i rischi di malessere di bambini e adolescenti per evitare che diventi malattia. Tre incontri per riprendere sul campo i temi cari a Mario Tommasini, per consentire a donne e uomini una buona vita, e pensare così di dare una mano a creare un mondo di persone felici.