VIA BURLA

Due detenuti danno fuoco alla cella in carcere a Parma: tre agenti della Penitenziaria intossicati

Lo rivela il sindacato Sappe, che chiede "interventi immediati"

Pericoloso incendio in una cella del carcere di Parma, dove due detenuti rom, ieri sera, tra le 22 e le 23, hanno dato fuoco alla stanza detentiva che occupavano, utilizzando le bombolette del gas che legittimamente detengono per cucinare e riscaldare cibo e bevande. Sembra che l’atto sia dovuto a futili motivi, poiché i due volevano a tutti i costi una terapia che non potevano avere. Solo grazie all’immediato intervento degli agenti è stata evitata la propagazione dell’incendio in tutta la sezione detentiva.

Lo rivela il sindacato di polizia penitenziaria Sappe, aggiungendo che i tre agenti intervenuti hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche ospedaliere: per loro tre giorni di prognosi per intossicazione.

"Chiediamo all’Amministrazione penitenziaria interventi immediati - affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Errico Maiorisi, vice segretario regionale - penali e disciplinari, ricordando che l’incendio, laddove si configurino gli elementi di cui all’articolo 423 del codice penale, è un reato piuttosto grave.
Questi episodi non fanno che aggravare la situazione nelle carceri, dove la carenza di personale, spesso, rende difficile interventi immediati. Ricordiamo che Parma è uno degli istituti più complessi d’Italia, dove convivono detenuti di vario tipo: paraplegici, alta sicurezza, 41 bis ecc. È solo grazie alla professionalità del personale, spesso costretto a rinunciare ai diritti soggettivi, che la difficile gestione dei detenuti viene ancora garantita nell’istituto di Parma.