Ancescao
L'orto che riabilita: dieci detenuti hanno imparato a coltivare l’orto nell’area del quartiere Cinghio
Sono state presentate ieri le conclusioni del progetto «Nessuno si salva da solo, coltivare la fragilità», avviato nel 2023, di cui l’associazione Ancescao è capofila.
Diversi gli obiettivi come sostenere i detenuti e le loro famiglie, favorire il reinserimento sociale e creare occasioni di interazione e socializzazione per persone fragili. Una serie di attività a cui hanno partecipato le associazioni San Cristoforo, Rete Carcere, Per Ricominciare, Acat Il Volo, Snupi e World for Women.
Dieci detenuti hanno imparato a coltivare l’orto nell’area del quartiere Cinghio come opera di reinserimento sociale, con l’aiuto di Corte dei Miracoli. È stato inoltre creato un podcast, omonimo al progetto, in cui sono state raccolte storie di vita da parte di «voci fragili», è nato anche uno spettacolo, in collaborazione con Teatro migrante, la cui prima rappresentazione è stata il 19 ottobre scorso in Pilotta.
Un’ulteriore iniziativa ha permesso di raccogliere disegni e testimonianze di bambini con genitori detenuti. Gli assistenti si erano accorti di alcuni cambiamenti nel carattere, nervosismo e irascibilità così che è stato avviato un laboratorio in collaborazione con il Comune di Parma in cui gli incontri genitori-figli possono godere di un clima più rilassato, permettendo ai bambini di non soffrire i controlli d’ingresso e le stringenti regole delle visite in carcere.
Realizzato, infine, un punto informativo agli Orti Cinghio per promuovere la partecipazione ai gruppi di auto mutuo aiuto per chi soffre di problemi legati all’uso o abuso di alcol, stupefacenti o farmaci.