Le chicche della nonna
Odissea della smemorata di Brescia
1965, una signora di 69 anni vaga per Parma cercando di rincasare
«Dove sono? Dove sono?»: se stessimo guardando l’inizio di un film di Dario Argento questa domanda rimbalzerebbe dallo schermo al pubblico e sarebbe di certo accompagnata da movimenti di macchina rapidi ed allucinati. Se si scoprisse poi che a farfugliare tali parole è una donna sola, barcollante nella sera, la miccia della suspense si accenderebbe subito...
Già, eppure la scena in questione non è frutto dell’estro di un regista, bensì della realtà dura e pura: domenica 28 marzo 1965, infatti, due sorelle - insieme al fidanzato di una di loro - si imbatterono in una signora anziana che vagava nei pressi di Barriera Garibaldi in evidente stato confusionale. «Soffro spesso di amnesia» chiarì la malcapitata quando tornò lucida «ora voglio rincasare quanto prima». I tre giovani si guardarono e decisero che la loro buona azione non era ancora conclusa. Così scortarono la signora fino in via Collegio dei Nobili, ma enorme fu la loro sorpresa allorché quella esclamò che il suo domicilio non si trovava affatto lì: «Abbiate pazienza, la memoria mi combina brutti scherzi. In realtà abito solo un po’ più lontano!». Contrariati, ma spinti dal fuoco dell’altruismo, i tre «samaritani» raggiunsero anche un secondo (distante un paio di chilometri) e un terzo indirizzo indicati dalla donna, senza tuttavia trovare la casa giusta. Fattesi ormai le 23,30, la smemorata venne stavolta portata in Questura.
Agli agenti non restò dunque che riportarla - bella sorridente - in Questura dove il commissario sbuffando si mise ad attendere l’alba con una trepidazione mai provata prima. Finalmente, al mattino, una telefonata dai colleghi di Brescia svelò il mistero: la donna era venuta a Parma a trovare la figlia, abitante in zona stazione, e dopo i saluti era iniziato l’oblio.