università
Svelato uno dei misteri parmigiani più longevi e impenetrabili: gli animali in bottiglia di padre Fourcault
Uno studio pubblicato su 'Museologia scientifica' ha svelato il segreto della collezione tassidermica settecentesca di padre Jean Baptiste Fourcault, conservata al Must-Museo di storiografia naturalistica dell’Università di Parma. Il mistero, spiega l’ateneo, riguardava una serie di animali impagliati perfettamente conservati dentro ampolle di vetro, introdotti attraverso un foro d’ingresso troppo stretto per permetterne il passaggio.
La tecnica, che il frate dell’Ordine dei Minimi non rivelò mai, ha incuriosito studiosi per quasi tre secoli. Ora radiografie e tomografie assiali hanno permesso di sciogliere l'enigma: quello che sembrava il foro d’ingresso era in realtà un’apertura apparente ridotta, ottenuta sovrapponendo all’apertura reale un colletto di vetro fissato con elementi in legno del tappo.
«Le campane di Fourcault - viene evidenziato nella conclusione della ricerca - non rappresentano solo un laborioso metodo di conservazione di animali impagliati nel tempo, ma vi è anche la chiara volontà di creare oggetti museali artistici unici, con l’innegabile arguzia di trarre in inganno l'osservatore».
Lo studio è firmato dal direttore scientifico del museo Davide Persico, da Maria Amarante del sistema museale di ateneo, dalla docente del dipartimento di scienze medico-veterinarie Antonella Volta e dalla laureanda Alice Giovagnoni.