nuova udienza del processo
Le psichiatre: "Chiara 'si vendica' dando la colpa agli altri". Il consulente della difesa: "E' come un'adolescente"
"È come se fosse un’adolescente". Lo ha detto lo psichiatra Pietro Pietrini, consulente della difesa di Chiara Petrolini, 22enne accusata a Parma di duplice omicidio premeditato e soppressione dei cadaveri dei due figli neonati, partoriti dopo gravidanze di cui nessuno ha saputo nulla e poi sepolti nel giardino della casa di famiglia a Traversetolo.
Rispondendo alle domande del difensore, avvocato Nicola Tria, il consulente ha domandato: «Quale intervento potrà restituire alla società una Chiara diversa? È una persona malata, immatura. Nel senso di non maturo nella fisiologia. Siamo nella patologia». La difesa infatti, diversamente dalla Procura e in contrasto anche con le conclusioni delle perite nominate dai giudici, sostiene che la ragazza ha un’incapacità di intendere e volere. Petrolini è agli arresti domiciliari da settembre 2024, con braccialetto elettronico.
Chiara Petrolini ha una modalità di relazione con gli altri definita «vendicativa» dalle psichiatre che l’hanno analizzata per conto dei giudici della Corte di assise di Parma. Sul punto, rispondendo alle domande delle parti in aula durante il processo, le due perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, hanno spiegato: «Non è vendicativa del tipo 'ti buco le gomme' - hanno detto - ma tende a rendere l’altro responsabile di qualcosa. Lo ha fatto anche con noi. Come se fosse il suo modo di mettere in difficoltà l’altro, per riportare equilibrio dentro se stessa».
Per esempio la sua reazione al fatto che le persone intorno a lei non si accorsero che era incinta, è stata quella di dire «come è possibile che non se ne siano accorte?». «Io ho fatto qualcosa che non va bene, ma tu non ti sei accorto di niente: sicuro di essere migliore di me, di potermi giudicare?», ha detto Verga utilizzando la prima persona, per illustrare quello che ritiene essere il processo mentale dell’imputata.
In un altro passaggio della deposizione, è stato illustrato il «modo di cavarsela» di Chiara: il mettere gli altri di fronte a un fatto compiuto. «Fa le cose, mette l’altro in una situazione di non aver visto, di non averla vista e questo le serve per riequilibrare il suo stato, per pareggiare i conti».
"Per noi Chiara è immatura quando ha una mancata assunzione di responsabilità, fa fatica a gestire alcune emozioni, preferisce parlare col web che con le persone, dipende molto dal giudizio altrui e tollera male, ha una ipersensibilità alla critica, al giudizio». Ma si tratta di «immaturità tali» che «non rilevano in termini di imputabilità" della ragazza cioè non modificano «la valutazione sulla capacità di intendere e di volere». Lo ha detto Laura Ghiringhelli, rispondendo a una domanda del presidente della Corte di assise di Parma Alessandro Conti, nel processo a Chiara Petrolini, specificando un passaggio delle conclusioni della perizia psichiatrica firmata insieme alla collega Marina Carla Verga.
L’imputata, in perizia, viene definita soggetto immaturo e fragile, meritevole di un trattamento e percorso di cura non così differente da quelli dedicati peri minori. «Pur avendo un’età adulta presenta fragilità. Non ha un deficit, ha delle tappe evolutive in ritardo rispetto alla sua età anagrafica», ha detto Verga rispondendo a una ulteriore richiesta di chiarimento del procuratore di Parma Alfonso D’Avino.
"Chiara versa in una sorta di condizione di solitudine, preferisce comunicare col web, che ha una funzione suppletiva che consente di avere le risposte anche più disparate, che la proteggono, la salvaguardano dal senso di vergogna». Lo hanno detto Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, le perite della Corte di assise di Parma, testimoniando in aula nel processo a Chiara Petrolini, 22enne accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli neonati, partoriti ad un anno e mezzo di distanza l’uno dall’altro a Traversetolo in provincia di Parma.
Le perite stanno illustrando il loro elaborato che ha concluso per la piena capacità di intendere e volere della giovane imputata al momento dei fatti. Imputata che non è presente, questa volta, in udienza, mentre ci sono l’ex fidanzato e padre dei due bambini, Samuel Granelli, parte civile, e i genitori di lei, tra il pubblico.
È stata ribadita la capacità di intendere di Chiara Petrolini: «Non ha deficit, non ha disturbo di personalità» e stante questa conclusione «non possiamo metterci a parlare di pericolosità sociale». Le perite hanno anche ribadito la loro valutazione sull'immaturità della ragazza: «È un dato abbastanza evidente».
Le specialiste hanno sottolineato nell’introduzione come la ragazza avesse «un interlocutore preferenziale, la cronologia del suo cellulare», da cui si sono ricavate anche le informazioni sulla sua seconda gravidanza.
Nuova udienza del processo a Chiara Petrolini, accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli neonati. La ragazza, 22 anni, per la prima volta non è presente in aula. Si tratta di una tappa fondamentale del dibattimento perché le psichiatre Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, nominate dalla Corte d’assise, saranno interrogate sulla perizia che ha dichiarato Chiara totalmente capace. Ed è probabile che la difesa vada all’attacco.