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Spaccio in pieno giorno in Oltretorrente: arrestato un 29enne. Base operativa un market etnico dove sono stati trovati 90 mila euro: il proprietario nei guai anche per carenze igienico sanitarie

Un'operazione congiunta dei carabinieri della sezione operativa della compagnia di Parma e del Nas si è conclusa con l'arresto di un 29enne di origine straniera e con il sequestro di un’ingente somma di denaro e la segnalazione del titolare di un market etnico in Oltretorrente. L'indagine è iniziata dalle segnalazioni di alcuni residenti e genitori preoccupati per un incessante viavai sospetto attorno a via Costituente, in particolare nelle immediate vicinanze degli istituti scolastici. I carabinieri hanno così predisposto un servizio di osservazione. I sospetti degli investigatori hanno trovato conferma nel primo pomeriggio dell’11 febbraio, quando i militari, abilmente camuffati tra i passanti, hanno notato un uomo sospetto vicino all’ufficio postale. Poco dopo l'uomo è stato visto salire e scendere da un'auto.  La pattuglia ha immediatamente bloccato l'automobilista, trovandolo in possesso di una dose di cocaina. E' emerso un quadro ben preciso: ha infatti ammesso di conoscere lo straniero che era salito sulla sua auto, indicandolo come il suo "pusher di fiducia". Contemporaneamente altri militari hanno pedinato il presunto pusher che, dopo lo scambio, si era diretto verso un market etnico. In quel momento è scattato il blitz. L’uomo è stato fermato, perquisito e identificato in un 29enne straniero con precedenti specifici inerenti agli stupefacenti. E' stato trovato in possesso di quasi 400 euro in contanti e due smartphone. Il 29enne è stato arrestato per spaccio di cocaina. Il giudice, dopo aver convalidato l'arresto del 29enne, ne ha disposto l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di firma in una caserma dei carabinieri della provincia. L'acquirente dello stupefacente è stato invece segnalato alla Prefettura come assuntore.

 Ma è all'interno del market che i carabinieri hanno fatto la scoperta più rilevante. Insospettiti dalla familiarità con cui il 29enne si muoveva nel locale, i militari hanno esteso la perquisizione all'intero negozio dove, nascosti in un mobile del bancone, sono stati trivati quasi 90.000 euro. Ognuno riportava scritte e nomi, una vera e propria "banca" abusiva. Il titolare del negozio ha disconosciuto la proprietà di tale somma, riferendo trattarsi di denaro appartenente ad "amici" di cui non era in grado di fornire generalità o contatti. Il denaro, di cui nessuno, fino ad oggi ne ha reclamato la paternità, è stato sottoposto a sequestro penale in attesa delle determinazioni dell'autorità giudiziaria, ipotizzando che potesse trattarsi del provento di attività illecite, sulle quali i carabinieri al momento stanno ancora indagando. Visto il contesto di degrado è stato richiesto l'immediato intervento dei carabinieri del Nas di Parma per verificare il rispetto delle normative igienico-sanitarie. I controlli hanno portato alla luce gravi irregolarità: il locale svolgeva attività diverse da quelle autorizzate e presentava carenze igieniche preoccupanti. I militari hanno così sequestrato circa 200 chilogrammi di prodotti alimentari (tra cui pesce e bevande) privi di qualsiasi indicazione di tracciabilità. Al titolare sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 5.500 euro per violazioni inerenti la mancanza di tracciabilità e le carenze igienico-sanitarie. 

È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.