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Parma -

Domenica 05 Aprile 2026


Recensione

Osteria del mare: oltre al pescato si può scegliere tra pizza e pinsa

Osteria del mare: oltre al pescato si può scegliere tra pizza e pinsa

Nuova gestione, locale rinnovato, nome solo parzialmente trasformato. La parola «mare», infatti, resta e si mantiene dalla precedente denominazione e qualifica l'obbiettivo del ristorante: essere un punto di riferimento per coloro che vogliono mangiare pesce.
Questo intendimento lo si coglie da subito notando una certa velleità di ricerca e un approccio ben più ambizioso di quelli che, normalmente, si riscontrano nei menu degli altri ristoranti-pizzeria.
Anche gli arredi sono stati rinnovati, resi più ricercati anche se poi bisognerà attendere la bella stagione per capire come evolverà la grande veranda esterna per ora inutilizzata se non per la curiosa presenza del solo banco dove ci si ferma per pagare il conto.
Ma, pesce a parte, qui si mangia la pizza: e noi come sempre siamo qui per quello. La prima opzione si pone sfogliando la carta che suddivide le proposte tra normali e gourmet. Le prima sono tradizionali pizze rotonde mentre quelle più ricercate si ispirano di più alla pinsa romana, sia per forma sia per impasto.


Restando sulle classiche troviamo nel piatto una corretta versione della canonica pizza all'italiana, che non sceglie la via della napoletana, con il suo impattante cornicione, ne quella della romana, che scrocchia tra i denti. All'assaggio risulta discretamente lievitata, abbastanza leggera e digeribile, condita con generosità con alcune giuste attenzioni, come il salume servito su un piatto a parte per evitare che cuocia. la scelta è ampia senza essere infinita: si parte dalla Margherita (a 6 euro e 50) per passare ad una particolare Gravinese (pomodorino, fungo cardoncello trifolato, salsiccia al finocchietto a 11 euo) e si arriva alla Cacio e pepe (pizza bianca con cipolla rossa agrodolce, pancetta, fonduta di cacio e pepe, 12 euro). Tra le gourmet si osa di più come nel caso della Osteria del mare che proponecime di rapa, polpo, stracciatella, mandorle a scagli, olio al limone a 15 euro).
Per il bere si apprezza lo sforzo di differenziarsi un po': in bottiglia si trovano le proposte Dolomiti (versione horeca della classica Pedavena) mentre alla spina ancora una rossa Dolomiti, una lager bavarese e la bianca belga targata Chouffe.

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