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Parma -

Giovedì 26 Marzo 2026


il ristorante

F52: ottima offerta di buon pesce ben cucinato

F52 Ottima offerta di buon pesce, ben cucinato

Un grande casale ristrutturato ad albergo e ristorante nella zona industriale del quartiere Spip alle porte della città: soffitto a volte con mattoni, colonne marmorizzate, vetrate aperte sull’esterno a dare luce, tavoli con candidi copri macchia e comode sedie. Cucina a vista, il patron che accoglie e guida al tavolo, subito il menu e la buona carta dei vini costruita sulle regioni italiane e in prevalenza con etichette di bianchi: la cucina infatti offre prevalentemente piatti di pesce di mare o «attorno alle tradizioni locali ed italiane» (salumi, Parmigiano, tortelli d’erbetta, spaghettoni alla carbonara), qualcosa di carne.
La cucina, i piatti
S’è detto proposte di mare preparate da un cuoco che dimostra di possedere buona mano, sicurezza tecnica, moderata fantasia e che ama cucinare il pesce con spezie e verdure, giocando sui contrasti, con occhio attento alle presentazioni. Pane di grano arso, ghiotta focaccia al rosmarino e una schiacciata sempre di grano arso con una lieve mousse di ricotta e barbabietola come benvenuto della cucina. Si comincia con le morbide tagliatelle di calamaro crudo con, a contrasto, piccoli spicchi di carciofi fritti, polpa e maionese di ricci di mare a dare sapore iodato. Le cape sante sono prima brasate poi adagiate su crema di cavolfiore e lenticchie, popcorn di maiale e cialde di lenticchie: antitesi felice di morbido e croccante a mettere in risalto la carnosità delle cape sante. Ostriche e crudità; rombo in tempura; vitel tonné con spuma tonnata, capperi fritti, tuorlo d’uovo marinato completano l’offerta degli antipasti. Ai primi, la cartellata assomiglia solo nella forma ai dolci pugliesi: qui è una sottile pasta ripiena di astice e stracciatella, arrotolata a girella, servita su bisque di crostacei, alga salicornia e cialda di scampi dove la stracciatella spegne il sapore del crostaceo e il piatto perde appeal. Meglio il risotto alla zucca fermentata dalla cottura precisa e i sapori armoniosi che nasconde un ragù di seppia col suo nero, è spolverato con polvere di zucca e punteggiato dai suoi semi. E ancora: spaghettone aglio, olio, peperoncino, paprika dolce, crudità di scampi; tagliolini di pane con ragù di lumache e crema di verza. Ai secondi: catalana di crostacei (astice, aragostella, scampi, gamberoni); tonno tataki con gel di ponzu, cipollotto, zabaione alla birra; ombrina con salsa al sedano rapa; pescatrice nella bieta con cipolla al vermut ripiena di melanzana affumicata; ricco piatto di fritto, asciutto e croccante, con chips di patate gialle e viola, verdure, gamberoni, totani, calamari, polpo. Un’entrecôte di manzo argentino e i guancialini di maiale al lambrusco sono i piatti di carne.
Per finire
Ricca proposta di dolci a cominciare dal gelato da una Carpigiani: al caramello o alla crema con mirtilli; cioccobosco al sesamo, terra di rapa rossa, cioccolato bianco, lamponi; tartelletta violada con bianco mangiare, polvere e confettura di fico, peperoncino; il bacio pantesco vale a dire una cialda con ricotta al limone e capperi, acqua di more, terra al carbone vegetale. I prezzi: coperto 4 euro; antipasti 19-20 (36 crudità); primi 20-25; secondi 20-24 (catalana 70); dolci 6-10. Menu non esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.
Non mancate
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