Il metodo "spoofing"
Truffa online: "Siamo i carabinieri, i soldi nel suo conto corrente sono in pericolo, ci faccia due bonifici"
All'uomo sottratti 65mila euro. Ma i carabinieri recuperano i soldi e denunciano i colpevoli
Sapete cos'è la truffa dello “spoofing”? Il truffatore, attraverso l’utilizzo del web e di raffinate tecnologie, camuffa il numero da cui chiama facendo sembrare che la chiamata provenga da un amico, da istituti di credito, da compagnie assicuratrici, enti governativi, o forze dell’ordine. È quello che, è accaduto alcuni mesi fa ad un 68enne residente in provincia.
La disavventura per l’uomo è iniziata con una telefonata da un'utenza privata. Dall'altra parte della cornetta, un uomo con modi autoritari si è qualificato come carabiniere. Poco dopo la prima chiamata, la vittima è stata ricontattata da un numero di telefono che, sul display dello smartphone, appariva identico a un numero ufficiale delle Forze dell'Ordine.
A quel punto il finto militare ha informato il 68enne di una fantomatica indagine in corso nei confronti del suo istituto di credito, evidenziando che la sicurezza del suo conto corrente era compromessa e che i suoi soldi, i risparmi di una vita, erano in serio pericolo. In preda all'ansia e convinto di collaborare con la giustizia, nel tentativo dimettere al sicuro il proprio denaro, il 68enne ha seguito alla lettera le istruzioni dei presunti truffatori e ha effettuato due bonifici del valore di circa 45.000 euro e 20.000 euro.
Una volta ottenuti i trasferimenti, il finto carabiniere ha continuato a trattenere la vittima al telefono per impedirgli di riflettere, confrontarsi con qualcuno o chiamare la banca per bloccare le operazioni appena eseguite.
Quando il 68enne ha finalmente realizzato le incongruenze del racconto e ha compreso di essere caduto in una truffa, ha contattato il proprio istituto di credito, riuscendo a bloccare in extremis il bonifico ordinario di circa 45.000 euro.
La vittima ha quindi sporto denuncia ai Carabinieri di Sala Baganza. Analizzando i movimenti bancari relativi ai bonifici e tracciando i flussi di denaro sui conti correnti utilizzati dai presunti truffatori, i militari sono riusciti a dare un'identità ai due presunti autori del raggiro, un 20enne e una 30enne residenti in altra regione, per i quali è scattata la denuncia.