Demetrio Stratos, il «re della voce» che amava Salso: 40 anni fa moriva un mito
Il 13 giugno 1979, in un ospedale di New York, moriva a 34 anni Demetrio Stratos, cantante - ma il termine è decisamente riduttivo - prima dei Ribelli e poi degli Area. Era affetto da una grave forma di anemia aplastica ma il suo decesso fu attribuito ad un collasso cardiocircolatorio.
Lui, nato ad Alessandria d'Egitto da genitori greci e sepolto nel piccolo cimitero di Scipione Castello (salsomaggiore), era arrivato in Italia per studiare Architettura a Milano ma aveva la musica nel sangue. E una voce che, ricorda con un filo di emozione Gianni Dall'Aglio, tra i più famosi batteristi italiani, «toglieva il respiro». Lui aveva conosciuto Stratos nel 1966 in un locale della metropoli lombarda e se ne era subito innamorato. All'epoca Dall'Aglio faceva parte dei Ribelli ed era alla ricerca di un cantante: l'ha sentito per la prima volta cantare «Give me some loving». Poi seguì tutta l'esibizione di questo giovane artista che lo aveva stregato fin dal primo minuto. Così, al termine della serata, racconta ancora Dall'Aglio, «Demetrio venne da me e dagli altri componenti del gruppo e ci disse che aveva accettato la nostra proposta. Così, dopo quella serata, per noi decisamente magica, abbiamo trovato una voce che ha segnato la storia del gruppo».
L'avventura con i Ribelli si concluse nell'autunno del 1970 ma non la sua carriera: con gli Area scriverà altre pagine importanti della nostra musica leggera. Nel 1978 terminò quell'esperienza e si dedicò esclusivamente alla ricerca vocale. Il suo studio della voce come strumento portò Demetrio Stratos, nel corso degli anni '70, ad ottenere risultati al limite delle capacità umane. Compì anche ricerche di etnomusicologia ed estensione vocale in collaborazione con il Cnr di Padova tra il 1976 e il 1978. Insomma, Demetrio Stratos è stato un grande «maestro della voce».