Alzheimer, l'arma è la prevenzione Ecco i segnali da non sottovalutare
Non ricordarsi più un nome, una strada, la data del compleanno. Perdere il senso del tempo, avere difficoltà nel pronunciare certe frasi. «Non bisogna avere paura, ma occorre rivolgersi il prima possibile al proprio medico di base che indirizzerà il paziente al nostro Centro in via Verona», spiega Piero Angelo Bonati, referente del Centro Disturbi cognitivi del distretto di Parma. Si parla di Alzheimer con Bonati, una delle diverse malattie determinate dal deterioramento cognitivo. «L’Alzheimer causa disturbi della memoria, dell’orientamento, del linguaggio, provoca aprassia e disturbi nella risoluzione di problemi più o meno complessi. La malattia può essere presenile o senile, colpire dunque anziani, ma anche giovani. Gli anziani sono sicuramente la categoria più a rischio ma stiamo valutando casi con età minore di 65 anni. Purtroppo i malati di Alzheimer sono tanti. Insisto nel dire che al sospetto di un disturbo della memoria occorre sottoporsi a una vista il prima possibile perché a volte si arriva tardi, quando la situazione è già compromessa. Tutti i farmaci che riguardano l’aspetto cognitivo non hanno la capacità di guarire, ma rallentano il processo clinico. Nella nostra esperienza il 40% dei pazienti risponde bene alla terapia. Niente paura, dunque, ma affrontare il problema senza escludere che potrebbe trattarsi di altre malattie diverse dall’Alzheimer, come la depressione o una serie di fattori concorrenti».